Jetboy
Born To Fly

2019, Frontiers Music
Hard Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 26/01/19

Alla fine degli anni ‘80 i figliocci dei Mötley Crüe stavano per sparare le ultime cartucce: alcune band, come CinderellaPoison Warrant riuscirono a strappare i restanti brandelli di successo, altre, invece, si accontentarono di un posto dietro le quinte. I Jetboy rientravano in questa seconda categoria, malgrado due album di buona fattura e scampoli di notorietà ottenuti, però, con enorme affanno: consci dell'imminente declino dell'hair metal, decisero di cambiare nome e stile musicale, ma dei Mindzone, oggettivamente, si fa fatica a ricordare almeno una doppietta di brani decenti. 
 
 
Lo scorso anno, i membri originali del gruppo, ovvero il singer Mickey Finn e i chitarristi Fernie Rod e Billy Rowe, sostenuti da Frontiers, optarono per una ritorno in studio col vecchio moniker, aggiungendo al roster una sezione ritmica nuova di zecca. Il risultato? Ebbene, sbaglierebbe di grosso chi sospettasse una nostalgica reunion di ex chiome cotonate alla deriva: "Born To Fly" suona adrenalinico, diretto, moderno, completamente libero dai dettami glam e più vicino, invece, alla lezione di AC/DC e Thin Lizzy. E non solo. 
 
 
"If you say we can't do this, I'll prove you wrong": "Beating Odds" è pura selvatichezza rock'n'roll, un dito medio sollevato contro le convenzioni, la sveglia ideale per affrontare l'odiato lunedì mattina. L'armonica sbilenca e sleazy di "Old Dog, New Tricks", la semiballad rollingstoniana dall'afflato soul "The Way That You Move Me", il bass groove di "All Over Again", l'energia hard di "A Little Bit Easy" non lasciano dubbi circa l'impeto comunicativo del lavoro: tuttavia le sorprese non terminano qui. Impossibile resistere, infatti, alle vibrazioni blue-collar di "Brokenhearted Daydream", allo sdegnato stomp di "Inspiration From Desperation", al funky blues cosparso di cajun di "Smoky Ebony". Così, pur tra un paio di scivoloni nel prevedibile (l'ultra catchy "She", la sonnacchiosa "Every Time I Go", ) si giunge alla conclusione con grande agilità, giusto in tempo per godersi l'inno della working class in libera uscita nel weekend: "Party Time!". Che la festa abbia inizio.
 
 
Disco per certi versi inaspettato, "Born To Fly" diverte, distrae e non trascura qualche riflessione sulla situazione politica e sociale statunitense: i Jetboy, alla loro terza incarnazione, trovano, dunque, la quadra, emancipandosi da vincoli ed etichette oramai quasi preistoriche. Naturalmente eclettici, profondamente americani.




01. Beating The Odds
02. Born To Fly
03. Old Dog, New Tricks
04. The Way That You Move Me
05. Brokenhearted Daydream
06. Inspiration From Desperation
07. All Over Again
08. She
09. A Little Bit Easy
10. Every Time I Go
11. Smoky Ebony
12. Party Time!

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