Black Stone Cherry
Family Tree

2018, Mascot Records
Hard Rock/Blues

Recensione di Isadora Troiano - Pubblicata in data: 19/04/18

Se si cerca una sicurezza nel mondo del rock non si può che trovarla nei Black Stone Cherry. Alla loro sesta prova in studio, i ragazzi del Kentucky sfornano un album, "Family Tree", che è solido come una roccia, di facile ascolto, impregnato di blues, whiskey e polvere del sud degli Stati Uniti.  In queste 13 tracce c'è tutto il sound che è diventato ormai un marchio di fabbrica per i Black Stone Cherry e non può essere che una garanzia di qualità. La voce graffiante e profonda del cantante Chris Robertson, le ottime chitarre del consolidato duo Robertson-Ben Wells e la sezione ritmica messa in piedi da Jon Lawhon e John Fred Young, con i loro 17 anni di avventura insieme, dimostrano tutta la personalità e la capacità della band di creare uno stile che è altamente riconoscibile ma mai stantio o noioso.
 
Ad aprire le danze i due brani già rilasciati in anteprima “Burnin” e “Bad Habit”, un vero e proprio concentrato del sound della band del Kentucky, con le chitarre e la voce al massimo del rock blues per un inizio col botto, ad annunciare a gran voce il ritorno dei Black Stone Cherry.
Pezzi come "New Kinda Feelin'" o "Southern Fried Friday Night" provano che la band statunitense si è ormai conquistata e meritata un posto come punto di riferimento per il rock blues moderno e non ha nessuna intenzione di lasciarlo. I riff accattivanti, il groove sempre presente e la base ritmica incalzante sono una ricetta sempre vincente e che promette di riuscire ancora meglio negli adrenalinici live della band. 
L'unica pecca che si può trovare al nuovo disco dei Black Stone Cherry è una produzione, in molti punti, troppo pulita e levigata per il loro stile a cui sarebbe stato più adatto un suono più grezzo e ruspante. Gli elementi che compongono il disco riassumono tutto il retaggio musicale del gruppo, come loro stessi hanno dichiarato, la spinta alla base di "Family Tree" è proprio portare avanti la tradizione in una chiave del tutto nuova e questo è evidente nel tocco anni 50 del riff di "Ain't Nobody" o nella patina r'n'b su "James Brown" e "Get Me Over You".
 
La cavalcata heavy della title track "Family Tree" è esempio di come i quattro musicisti sappiano unire con gusto e attenzione i loro elementi caratterizzanti e le idee nuove per creare un mix efficace, piacevole da ascoltare, senza troppe pretese ma non privo di spunti. Da segnalare il cameo d'eccezione di Warren Haynes degli Allman Parson Brothers e dei Gov't Mule, nel brano "Dancing In The Rain" e quello, meno celebre ma che evidentemente guarda al futuro, del figlio di Chris Robertson nei cori di "You Got The Blues". L'intento dei Black Stone Cherry è di portare avanti un genere che è parte integrante e fondamentale della storia musicale degli Stati Uniti ed è ormai chiaro che ci stiano riuscendo alla grande.




01. Bad Habit
02. Burnin'
03. New Kinda Feelin
04. Carry Me On Down The Road
05. My Last Breath
06. Southern Fried Friday Night
07. Dancin' In The Rain
08. Ain't Nobody
09. James Brown
10. You Got The Blues
11. I Need A Woman
12. Get Me Over You
13. Family Tree

Intervista
Amahiru: Fred Leclercq

Intervista
Marathon: Mark Kelly

LiveReport
Architects - Live at the Royal Albert Hall - Londra 21/11/20

Speciale
Videointervista - Moonlight Haze

Recensione
Iron Maiden - Nights Of The Dead - Legacy Of The Beast, Live In Mexico City

Speciale
L'angolo oscuro #13