Aces & Jokers
Beyond Reflection

2018, Autoproduzione
Progressive Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 23/08/18

La paella, le ramblas, il Real Madrid: la Spagna spesso viene presentata al mondo con un'immagine viziata da cliché difficili da estirpare. Quando poi si trasferisce l'attenzione sulla musica, ebbene, flamenco e pop usa e getta sono i primi riferimenti che balzano immediatamente alla mente; tuttavia gli ultimi lustri sembrano arridere alla penisola iberica in termini di crescita numerica e qualitativa di band dedite al rock e alle sue infinite varianti, soprattutto osservando l'affermazione fuori dai patri confini di Ciconia, Dry River, Stoned At Pompeii. In tale aria di rinnovamento un gruppo atipico come gli Aces & Jokers gioca discretamente le proprie carte: il secondo lavoro in studio del quintetto, "Beyond Reflection", mostra quanto il classico prog degli anni '70 possa divenire materia plasmabile ed eterodossa in mano a strumentisti dai gusti disparati.
 
Ci accorgiamo sin dall'inizio dello stile particolare del combo: se una lunga introduzione al limite dell'heavy accompagna i tempi dispari dell'opener "Here...", l'energica "Masked Ball" appare quasi un'immersione nello sleaze d'annata, mentre l'acustica "The Right Train" combina Beatles e Jethro Tull in quattro minuti scarsi che profumano di omaggio e reverenza. Laddove pianoforte, intermezzi blues, cori femminili e spoken word caratterizzano il lungo viaggio di "Wild Hand Jack", Canterbury sound e Bossa Nova costituiscono gli ingredienti principali della cadenzata "Wax Dance"; intanto in "Blond Young Lady" l'armonica da bocca e un solo di chitarra tipicamente hard emergono in maniera prepotente, ponendo il brano nei solchi della tradizionale nomenclatura a stelle e strisce. Chiudono "Echoes Of Delusion", oscillante tra AOR e psichedelia, e "...And Beyond", ricca di chorus à la Queen e percussioni tribali.

Gli Aces & Jokers dunque rappresentano una gradita sorpresa nel mondo dell'arte cara a Euterpe; certo, il tallone d'Achille di "Beyond Reflection" risiede nell'aspetto da bignami vintage che a tratti dà l'impressione del compitino imparato a memoria e svolto diligentemente, ma in realtà l'entusiasmo e l'abilità palesata dai nostri permette di soprassedere sulle ingenuità commesse. Mettere le lancette all'indietro non è sempre un peccato.




01. Here...
02. Masked Ball
03. The Right Train
04. Wild Hand Jack
05. Wax Dance
06. Blond Young Lady
07. Echoes of Delusion
08. ...And Beyond

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