SWMRS
Berkeley's On Fire

2019, Fueled By Ramen
Pop Rock, Alternative Rock

Gli SWMRS ampliano il loro target, riuscendo nell'obiettivo.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 17/02/19

Non sono molto lontani i tempi in cui gli SWMRS prendevano piede, principalmente perchè etichettati come la band del figlio di Billie Joe Armstrong. In questo pur breve lasso di tempo, poi, i quattro ragazzi, dopo aver cambiato moniker, si sono dati da fare elaborando uno stile più personale e distaccato dal semplice pop punk messo in mostra nei primissimi anni di carriera, quando ancora si esibivano con il nome Emily's Army. Se già con il precedente "Drive North" la band aveva deciso di intraprendere un percorso più duro e orientato al punk, il sound viene ancora ampliato di altri elementi nel nuovo "Berkeley's On Fire", fresco di pubblicazione a distanza di due anni dall'ultimo capitolo.

 

Le influenze di questo lavoro provengono infatti da moltissimi bacini: punk, alternative anni '90, pop e anche uno scorcio hip hop vengono mixati senza commettere gravi errori. I brani infatti, pur essendo molto semplici e diretti, si susseguono senza annoiare, merito anche del diverso background su cui sono improntati e della loro orecchiabilità. Anche i temi sviluppati nei testi vengono parzialmente rivisti e, di fianco ai problemi adolescenziali, troviamo anche una forte critica sociale, soprattutto nei confronti dei media. Questo aspetto viene evidenziato fin dal principio: la title-track è infatti ispirata dalle rivolte scoppiate nel 2017 all'Università di Berkeley, in seguito alla conferenza che avrebbe dovuto tenere Milos Yiannopulos, esponente dell'estrema destra. Il brano è tra i migliori del lotto, grazie al riff ipnotico e un ritmo davvero assimilabile ad una marcia di protesta. Più spensierate e orientate al pop sono invece "Too Much Coffee" e "Trashbag Baby", mentre gli SWMRS tornano a picchiare duro con "Lose Lose Lose". Se i brani meno efficaci sono forse le ballate "IKEA Date" e "Bad Allergies", la band dimostra di saper prendere buonissima ispirazione dal rock anni '90 con "Lonely Ghosts" e soprattutto con la velocissima "Hellboy", nella quale possiamo sentire più di qualche eco dei Blur. "Berkeley's On Fire" si chiude infine con un buonissimo esperimento, nel quale si riconosce in lontananza l'ispirazione al primo crossover, anche se in una versione decisamente alleggerita. "Steve Got Robbed" viene infatti caratterizzata da riff rock, una base hip hop e strofe rap, che si alternano al cantato melodico del ritornello.

 

"Berkeley's On Fire" rappresenta una raccolta di brani senza troppe pretese, ma comunque efficaci e ballabili, intrisi di una piacevole atmosfera nostalgica degli anni '90 e la sensazione è che questi pezzi possano rendere ancora di più in sede live. Con questo album gli SWMRS confermano le loro ambizioni e saranno in grado di farsi notare da un pubblico decisamente più ampio e variegato. Resta da chiedersi quanto manca al vero e proprio salto di qualità, ma i risultati fino ad ora possono considerarsi positivi.





01. Berkeley’s On Fire
02. Too Much Coffee
03. Trashbag Baby
04. Lose Lose Lose
05. April In Houston
06. Lonely Ghosts
07. IKEA Date
08. Hellboy
09. Bad Allergies
10. Steve Got Robbed

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