Angus McOg
Beginners

2018, Autoproduzione
Alternative Folk/Pop

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 24/08/18

Tutt'altro che principianti, gli Angus McOg scelgono "Beginners" come titolo del terzo album in studio, traendo ispirazione dalla raccolta di racconti di Raymond Carver di recente pubblicata nella sua interezza dopo i tagli della versione originale operata dal celebre editor Gordon Lish. E seguendo lo stile del re delle short stories, la band italiana regala agli ascoltatori dieci bozzetti di vita quotidiana, che, dal punto di vista narrativo, uniscono asciuttezza e accurata selezione linguistica; musicalmente invece l'alternative folk caratteristico del gruppo amplia la gamma delle proprie sfaccettature, arricchendo di ulteriori tonalità il poetico minimalismo delle liriche. Le fondamenta del sound restano le medesime, con Avett Brothers, Decemberists, Wilco e in generale la tradizione a stelle e strisce, passata e contemporanea, presi a modello di ispirazione: alla classica intelaiatura realizzata dalle chitarre acustiche, però, si aggiunge l'utilizzo di una strumentazione più varia, in grado di conferire pennellate maggiormente eterogenee al lavoro.
 
E così, accanto all'indolenza quasi pudica di "Laika" e alla timidezza lo-fi di "A Rooftop Love Song", compaiono le corrusche impennate elettriche di "Turkish Delight" e gli schiaffi rigeneranti di "Ulysses", pezzo impreziosito dall'impiego dell'armonium e dell'arpa e da un bridge psichedelico di sapore flower power; e se "Between The Lines" e "Green Ocean Blue" evocano scenari da tiepida stagione primaverile, gli archi avvolgenti della title track e la melodia beatlesiana di "Cold Sand" conducono la mente oltre i confini della provincia statunitense. Con "Turn Corner" e la conclusiva "Changing Mime Hands", nelle quali compaiono rispettivamente flicorno e vibrafono, il ritmo torna compassato: i nostri attraccano sulle sponde di uno squisito artigianato pop, venato da suggestioni di matrice american roots.

Cantato interamente in inglese e ottimamente prodotto, "Beginners" rappresenta la conferma della bontà del percorso intrapreso dagli Angus McOg: le nuove influenze (XTC, Yo La Tengo) si amalgamano senza scossoni, puntellando di gradevoli sfumature pastello un lotto di brani di trasognata fragilità. Una tenue opulenza sotto il cielo del Midwest.





01. Laika
02. A Rooftop Love Song
03. Turkish Delight
04. Between The Lines
05. Green Ocean Blue
06. Ulysses
07. Turn The Corner
08. Beginners
09. Cold Sand
10. Changing Mime Hands

Intervista
Skillet: John Cooper

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