Tora Tora
Bastards Of Beale

2019, Frontiers Music
Hard Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 22/02/19

L'etichetta Frontiers contribuisce, da sempre, a rendere ancora speciali gruppi dismessi da lungo tempo, invogliandoli a registrare materiali inediti: continuando sulla scia di fortunate operazioni di recupero storico sovente prodighe di risultati di grande rilievo, come nel recente caso dei Jetboy, la label italiana, nel 2017, convinse i membri originari dei Tora Tora a riprendere in mano gli arnesi del mestiere per un nuovo album in studio. E così, dopo due opere di buona levatura composte tra la fine degli Eighties e l'inizio degli anni '90 quali "Surprise! Attack" e "Wild America" e una terza, "Revolution Day", incisa, ma mai pubblicata, la band di Memphis torna a battere il ferro caldo dell'hard rock più sanguigno con "Bastards Of Beale": i nostri rinunciano alle tentazioni glam, pur moderate, del passato, e preferiscono inanellare pezzi intrisi di blues e american roots, alternando, a brani sporchi e carichi di groove, mid-tempo robusti e ballad caliginose. Tradizionale e moderno al medesimo istante, il lavoro appare, per freschezza e spessore, il frutto di quattro esperti musicisti che sembrano non aver affatto interrotto il proprio percorso artistico.
 
"Sons Of Zebedee" e "Giants Fall" tracimano polvere e Dirigibile, "Everbright" colpisce per chimica e insolenza, con la voce di Anthony Corder e la sei corde di Keith Douglas che sanno, istintivamente, quando far combaciare alla perfezione angoli e circonferenze. Comunica grinta e una certa urgenza zeppeliniana "Silence The Sirens", mentre i sapori country di "Son Of A Prodigal Son", la meditazione acustica di "Lights Up The River", lo stomp di "Let Us Be One" e il boogie di "All Good Things" fungono da prelibati stuzzichini al piatto forte del lotto, ovvero quella "Rose Of Jericho" grondante torrido e nostalgico rock'n'roll. In coda, dopo il singolare instrumental prog "Vertigo", tocca alla spensieratezza della title track mettere la parola fine a un LP coinvolgente e di inaspettata effervescenza.
 
Perché, dunque, "Bastards Of Beale" funziona? Semplice: i Tora Tora suonano ciò che amano, si divertono e non si spaventano di fronte al rischio di trattare una materia abbondantemente eviscerata da colleghi coevi e contemporanei. D'altronde, seguire il comandamento "Jagger and Richards, Plant and Page, they were the ones that carried the flame" equivale a schivare il pericolo del fallimento. 

 





01. Sons Of Zebedee
02. Giants Fall
03. Everbright
04. Silence The Sirens
05. Son Of A Prodigal Son
06. Lights Up The River
07. Let Us Be One
08. All Good Things
09. Rose Of Jericho
10. Vertigo
11. Bastards Of Beale

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