Bad Bones
High Rollers

2018, Sliptrick Records
Hard Rock

"High Rollers" è il nuovo viaggio intrapreso dai Bad Bones lungo la strada infuocata del rock 'n roll! Siete pronti a farne parte?
Recensione di Sophia Melfi - Pubblicata in data: 10/11/18

I Bad Bones tornano in scena con il loro quinto album in studio, "High Rollers", un disco che trasuda hard rock da tutti i pori. E se si dice hard rock, non può che affiorare alla mente un determinato suono inscritto in una specifica scena musicale. L'album è un tributo al genere che ha forgiato il quartetto piemontese, probabilmente frutto di uno dei viaggi più sensazionali della loro carriera. Nel 2013, i Bad Bones si esibiscono, durante la loro tournée per "Snakes And Bones", al rinomato Whiskey a Go Go di Los Angeles, infuocando quello stesso palco calcato da Jimy Hendrix, The Doors, The Who e tanti altri. Un viaggio, a detta di Max Malmerenda, che ha radicalmente capovolto l'essenza del gruppo dando una svolta al loro sound fino a quel punto incerto. E' con "High Rollers" che l'hard rock dei Bad Bones esplode sbriciolando ogni barriera, sulle orme dei grandi Thin Lizzy, Motorhead, AC/DC, Motley Crue. Si tratta di un disco duro e pesante che alterna alle nostalgiche melodie anni '80 (alla Bon Jovi per intenderci) potenti riff e ritmiche heavy metal che rimandano ad un background dal sapore più "british" e quindi, volente o nolente, alla madre vergine di ferro.

 

"American Days" apre il nuovo viaggio dei Bad Bones all'insegna di coinvolgenti melodie hard rock modellate sugli esempi delle più grandi e rappresentative rock ballads anni '80 (come "18 And Life", tanto per citarne una). Il clima nostalgico è stemperato da pezzi più duri ed energici come "Lost Again" e "Midnight Rider" dalle sonorità sferzanti e aggressive tipicamente heavy metal. In perfetta alternanza di ritmiche, si prosegue con "Solitary Fields", un'altra ballad che rivela, sta volta, influenze prog rock svelando un approccio più moderno della band che si discosta in maniera innovativa dal background di partenza, pur mantenendone in vita gli aspetti maggiormente interessanti come, in questo caso, il morbido e melodico ritornello che non fatica ad entrare repentinamente in testa. La dinamicità di brani come "Blood Trails" e "Wolf Town" dimostrano l'attenzione e la sintonia tra gli strumenti, fra cui spiccano i coinvolgenti soli di Sergio Aschieris. Il viaggio sulla route 66 dei Bad Bones termina con "Rock ‘n Me", una traccia simbolica che racchiude gli intenti e l'essenza del nuovo album, un tripudio di hard rock/heavy metal che sfreccia lungo la nuova strada intrapresa dal gruppo.  





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