Aviana
Epicenter

2019, Arising Empire
Metalcore

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 24/08/19

Con un artwork attraversato da onde sismiche e crepe rosso mattone e un titolo della magnitudo di "Epicenter", gli Aviana non potevano che licenziare un LP la cui forza d'urto risulta davvero impressionante. Rispetto a "Polarize" (2017), apprezzabile esordio di base, la formazione di Göteborg apporta significativi cambiamenti al proprio stile: posizionandosi nelle frange estreme del metalcore europeo, il combo opta per un sound sì decisamente brutale, eppure così flessibile da riprendere elementi nu dagli anni '90 e qualche residuo djent dal debutto. Decisivo, poi, l'ingresso in formazione di Joel Holmqvist, capace di grugnire dietro al microfono con potenza belluina; non di poco conto, poi, appare la presenza, in cabina di regia, di Jeff Dunne, che orienta l'act, a livello di consistenza produttiva e appetibilità commerciale, nella direzione di Fit For A King e Memphis May Fire, due delle band maggiormente in voga al momento. 

Tra ritmiche allo spasimo, pesanti breakdown e complesse trame chitarristiche iinfluenzate dal death, gli svedesi partono subito a tavoletta con "My Worst Enemy", una sassata in pieno volto dalla foga primordiale; tuttavia, dal fuoco melodico che cova sotto la cenere della rabbia e della coercizione, si evince quanto i cinque scandinavi non disprezzino dialoghi strumentali ricercati e citazionisti.

Se in "Red Sky", infatti, i nostri saturano di ombre soffocanti il progressive meticcio dei The Mars Volta e in "Altitude Sickness" vengono rispolverati i Linkin Park più claustrofobici, "Frail" flirta con uno sludge catacombale sorpassato a sinistra dai Korn in modalità "Untouchables"; e mentre "Erased" rappresenta la dovuta concessione ai tecnicismi in drop, "Ikigai" si apre a derive post rock cariche di profonda emotività. Certo, l'album mostra in alcuni punti segni di stanchezza, con pezzi come la totally clean "Celonia" schematici e affannosi: bisogna, però, dar atto al combo di adottare soluzioni meno scontate rispetto ai numerosi ensemble coevi, chiusi in una comoda e redditizia mediocrità.

Buon lavoro, dunque, per gli Aviana: "Epicenter" sa assestare ganci e montanti, vive di generi diversi, non cade in troppe digressioni alla moda. Forse ancora acerbo, eppure di sberle innaffiate con il laudano non se ne vedono tutti i giorni.




01. My Worst Enemy
02. Red Sky
03. Altitude Sickness
04. Erased
05. Heavy Feather
06. Look Away
07. Celosia
08. Frail
09. Melancholia
10. Hidden
11. Ikigai
12. More Than A Name

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