Ardours
Last Place On Earth

2019, Frontiers Music
Gothic Metal/Alternative Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 17/08/19

Nati ben quattro anni fa dalla collaborazione tra la cantante dei norvegesi TristaniaMariangela Demurtas, e il polistrumentista e produttore Kris Laurent, pseudonimo di Cristian Scarponi (Cadaveria), gli Ardours giungono finalmente, con "Last Place On Earth", all'album d'esordio, grazie all'interessamento della nostrana Frontiers. La presenza nella line-up del batterista Tarald Lie, unico autore dei testi del lotto, conferisce al lavoro una fisionomia, se non originale, quantomeno abbastanza organica, impresa non da poco considerando i diversi background dei musicisti coinvolti. Gothic metal, alternative rock e scampoli di new wave giocano a prevalere l'uno sull'altro, generano sani dosi di confusione, producono sferzate di vigorosa prestanza e miraggi di maliziosa malinconia: il tutto levigato a favore di brani gradevoli, orecchiabili e dagli arrangiamenti nitidi come vetro di Murano.

Il riffing, avvolto da un muro sinfonico di sintetizzatori e avvitato su una sezione ritmica mai troppo offensiva, poggia su un fraseggio piuttosto lineare, teso a evidenziare la notevole gamma vocale della singer sarda, sempre ricca di emotività e atmosfera. Un assolo di chitarra occasionale emerge qua e là, all'interno di canzoni quali "Truths" e "Last Place on Earth", mentre spesso a farla da padrone sono i beat e il groove di "Catabolic" e "Design". Eppure, tocca a quel pathos da rosa sanguinante che sembra unire in un solo abbraccio, e senza troppi languori, Lacrimas Profundere e Depeche Mode, vestire i panni dell'imperatore, specialmente quando risuonano le note ottantiane dell'opener strumentale "What Else Is There" o si aggirano gli spettri brumosi e infelici di "The Mist". Le percussioni in primo piano di "Therefore I Am" rappresentano, in questo contesto, una cortese eccezione.

 

Il debutto degli Ardours, dunque, si rivela un interessante crossover di generi che, però, oltre a perdere talvolta l'equilibrio, formicola di soluzioni già note in abbondanza. In ogni caso, i palati dediti al crepuscolarismo brioso non resteranno delusi.





01. What Else Is There
02. Catabolic
03. Last Place On Earth
04. Design
05. Last Moment
06. The Mist
07. Therefore I Am
08. Truths
09. No One Is Listening
10. Totally

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