Anti-Flag
American Spring

2015, Spinefarm Records / Universal
Punk Rock

La stessa mano con cui oggigiorno si comunica, si messaggia, si scrive e si condivide è la stessa con cui si protesta.
Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 05/05/15

Per la prima volta nella mia vita sono capace di vedere. Senza filtri, senza distorsioni: l'errore è dietro l'angolo, ma sarà mio, e sarà la base per un nuovo atto. Bisogna solo imparare a imparare dal passato. Un individuo, un ideale, una nazione. Il veleno, il dolore, la passione, sono parte di me, si accollano ai miei pensieri, offuscandoli e lacerandoli. Sono libero di interpretare, di indagare, di conoscere ciò che è successo. Berlino, New Orleans, Fukushima, il profondo oceno, un libro aperto. Scatti di debolezza e irrazionalità. Le intenzioni si trasformano in riscatti, i risultati in gioia. Le grida, le urla, i cori, la fratellanza, circondano il mio cammino. Per l'ultima volta nella mia vita riesco a vedere, c'è speranza nella semplicità. Ma non c'è più niente da scoprire, da vivere. E' tutto sulla mia schiena: sarai anche tu libero, non appena romperai le righe. "The Debate Is Over (if you want it)". "American Spring" è il decimo, ambizioso album degli Anti-Flag. La stessa mano con cui oggigiorno si comunica, si messaggia, si scrive e si condivide è la stessa con cui si protesta e si segnala la propria disapprovazione. La primavera americana è un radicale cambiamento di cui la grande nazione ha necessità. Nessuno lo sta attuando, nessuno sta facendo nulla, forse per abitudine o pigrizia. È un moto che si avverte dalla gente e deve venire dalla gente. Canzoni introspettive ed esplosive, per risvegliare tutti dal torpore della commiserazione. Bessie Smith, Woody Guthrie, MC5, Bad Religion, Boogie Down Productions, The Clash, Tim 'Rancid' Armstrong - ospite in tracklist assieme a Tom Morello - e, ora, gli Anti-Flag: la gerarchia del genere più anarchico si rafforza con un album solido, coraggioso, provocante e riflessivo, in cui la luce di chi ha capito illumina quattordici tristi storie.





01. Fabled World
02. The Great Divide
03. Brandenburg Gate
04. Sky Is Falling
05. Walk Away
06. Song For Your Enemy
07. Set Yourself On Fire
08. All of The Poison, All of The Pain
09. Break Something
10. Without End
11. Believer
12. To Hell With Boredom
13. Low Expectations
14. The Debate Is Over (if you want it)

Speciale
Broadside - Into The Raging Sea

Speciale
"A Celebration of Endings": i Biffy Clyro raccontano il nuovo album

Speciale
L'angolo oscuro #6

Intervista
Creeper: Will Gould

Intervista
Deep Purple: Steve Morse

Intervista
Imperial Triumphant: Zachary Ilya Ezrin