...And You Will Know Us By The Trail Of Dead
X: The Godless Void And Other Stories

2020, Inside Out Music
Indie-rock

Un'avvolgente coperta intessuta di variopinte trame sonore
Recensione di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 22/01/20

Una delle band più curiose emerse dalla scena indie-rock americana di fine anni '90, che porta l'altrettanto curioso nome di ...And You Will Know Us By The Trail Of Dead (aka Trail Of Dead), approda in un nuovo decennio di un nuovo secolo/millennio dando alle stampe proprio il suo decimo capitolo in musica.

I texani vengono dal tour celebrativo dei vent'anni di "Madonna", secondo full-length ed effettivo trampolino di lancio, portandosi dietro un ricco bagaglio di personali esperienze accumulatesi negli ultimi sei anni dal precedente lavoro in studio. Infatti, il compatto duo compositivo unito sin dalle origini, costituito da Jason Reece e Conrad Keely, ha sentito il naturale bisogno di slegarsi per un tempo necessario affinché ognuno si dedicasse alle proprie inclinazioni. Il primo si è concentrato su diversi progetti musicali in patria; mentre al secondo la lunga permanenza nelle lontane terre della Cambogia ha lasciato, seppur accompagnato dalla tipica melodia del blues del viaggiatore, un certo vigore da incanalare in diverse forme d'arte al ritorno in Occidente: nella continuazione della stesura ed illustrazione di un romanzo science fantasy, e nella realizzazione di un disco solista e di uno firmato Trail Of Dead.

Queste le premesse per l'ascolto di "X: The Godless Void And Other Stories": un libro aperto in cui i moti dell'animo umano si presentano nella loro autenticità, sostenuti in questo da un accompagnamento musicale altrettanto sentito. Sin dalla copertina ritroviamo la compenetrazione sinestetica di immagini sonore fantastiche, in una dimensione quasi psichedelica dove fumetto, sogno e sciamanesimo coesistono.

E' una registrazione vocale modificata che simula il ronzio di una mosca, e successivamente una cascata di suoni metallici a scuotere l'ascoltatore: "The Opening Crescendo" nel suo climax conduce verso un punto più alto, ma allo stesso tempo sicuro, da cui poter ammirare il vasto paesaggio sonoro. Ed è solo a questo punto che si può scollinare: la discesa iniziale sotto il nome di "All Who Wander" è all'insegna di un noise-rock di matrice Sonic Youth con sprazzi di The Smiths, che poi diventa meno pendente con la R.E.M.iana "Something Like This" per passare il più velocemente possibile "Into the Godless Void", traccia delimitata da un rabbioso pop-punk. Dopo aver risalito la voragine del dolore esistenziale, come descritto dallo stesso Reece, "Don't Look Down" è un monito a non guardare in basso, perché l'inesorabile scorrere del tempo e la creazione di nuovi ricordi hanno distorto quelli più vecchi, e il compito di invitare l'ascoltatore ad andare avanti è affidato a "Gone", in cui il whispering permea l'algidità dell'elettronica.

La British wave di Oasis e Placebo non ha risparmiato le sponde musicali d'oltreoceano: ne è un esempio "Children Of The Sky", epiteto destinato agli imperatori d'Oriente per indicare la loro origine divina; ed è di nuovo il magico Oriente a essere protagonista in "Eyes Of The Overworld". Forse "Who Haunts The Hunter" risulta a tratti un filler, così come le successive "Gravity" e "Blade Of Wind" strizzano l'occhio rispettivamente ai già menzionati pop-punk e noise-rock se non per qualche tinta più art-rock. Ma a concludere dignitosamente il ciclo di racconti ci pensa "Through The Sunlit Door", che sfonda una porta aperta nella ricchezza emozionale a cui i nostri ci hanno sapientemente preparato.  

I Trail Of Dead mettono ancora una volta alla prova lo sperimentalismo che li caratterizza. E' fuor di dubbio che i brani sopra descritti si richiamino l'un l'altro e richiamino sonorità che prese singolarmente possono ritrovarsi nell'ascolto delle band più blasonate degli ultimi decenni, ma la rielaborazione tiene conto di tutto questo facendone un punto di forza e di unicità. La band texana difatti offre l'ultima sua creazione come un'avvolgente coperta intessuta di variopinte trame sonore. Da provare.




01. The Opening Crescendo
02. All Who Wander
03. Something Like This
04. Into the Godless Void
05. Don't Look Down
06. Gone
07. Children of the Sky
08. Who Haunts the Haunter
09. Eyes of the Overworld
10. Gravity
11. Blade of Wind
12. Through the Sunlit Door

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