Agalloch
The White [EP] [Reissue]

2019, Eisenwald Records
Neofolk

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 02/12/19

Dismessi da tre anni, gli Agalloch continuano a rappresentare un modello per ogni band bramosa di cimentarsi con un melting pot musicale intenso e sfuggente alla categorizzazioni. La Eisenwald, piccola label tedesca specializzata in pubblicazioni di nicchia, decide, ora, di ristampare il mini "The White": originariamente rilasciato nel 2008 dalla defunta Vendlus Records, il disco costituisce la controparte stilistica di "The Grey", EP in cui venivano reinterpretate un paio di tracce tratte dal meraviglioso "The Mantle". 

 

Dopo la potenza emotiva di un album come "Ashes Against The Grain", la formazione di Portland preferì dedicarsi a un pugno di pezzi nei quali prevalessero il raccoglimento e l'elegia: tra arrangiamenti spogli, chitarre acustiche e field samples, i nostri plasmano la colonna sonora ideale per quei rituali di mezza estate celebrati negli anfratti della natura più selvaggia. Intinti in un neofolk semi-strumentale spruzzato di dark ambient, i brani traducono il desiderio del gruppo di lasciarsi avviluppare dall'estasi panteistica, cercando il senso delle cose nella comunione con il paesaggio circostante. 

 

Il bozzettismo di "The Isle Of Summer", le liturgie pastorali di "Hollow Stone" e "The Pantheist", le minacce invernali di "Birch Black" e i toni bucolico-plananti di "Birch White" e "Sowilo Rune", il delicato pianoforte di "Summerisle - Reprise", i commoventi ricordi di "Where Shade Once Was": il lotto vive di atmosfere e squarci meditativi, con John Haughm che sussurra appena, quasi a voler mostrare rispetto per una neve che, pur morente, ancora ammanta alberi e rocce. Perché "The White" è sacro abbandono e mistero pagano.





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