Afterbirth
Four Dimensional Flesh

2020, Unique Leader Records
Brutal Death Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 17/03/20

Fondati nel lontano 1993, ma giunti all'album d'esordio soltanto tre anni orsono, gli Afterbirth furono tra i pionieri, con i più noti Devourment, dello slamming, rilasciando, al proposito, semi-amatoriali testimonianze prodromiche. Da allora, seguirono una serie di eventi collaterali non sempre positivi: tuttavia l'ingresso del gorgogliante vocalist degli Artificial Brain Will Smith, in seguito al tragico suicidio del cantante originale Matt Duncan, ha portato la band verso stile e tematiche indiscutibilmente intriganti. Se "The Time Traveler's Dilemma" già rappresentava un buon assaggio della metamorfosi dei newyorchesi, l'uscita di "Four Dimensional Flesh" ne comprova il determinante salto di livello. E con Colin Marston, mente dei Krallice e producer di fama (Altar Of Plagues, Pyrrhon, Panopticon) in cabina di regia, il pericolo che i virtuosismi strumentali travalichino l'organicità dell'insieme o si affossino a vicenda, resta una pallida congettura.

Quando l'immaginario lirico del brutal death si allontana dal gore e da H.P. Lovecraft, preferendo soggetti fantascientifici à la Arthur C. Clarke, e l'obiettivo musicale diventa l'espansione e non il soffocamento, ci si rende conto quali conseguenze d'ascolto possa provocare un disco che spedisca Adramelech e Gorguts sulla base lunare Clavius. Sin dall'opener "Beheading The Buddha", brano che non fa sconti per solidità e intransigenza, le curve affrontate dal combo divergono di molto dalle linee tradizionali che il genere pretenderebbe: si aprono gallerie prog nell'iperspazio ("Spiritually Transmitted Disease"), intervengono synth futuristici in picchiata ("Everything In Its Path, "Never Ending Teeth"), placidi shuttle psichedelici ondeggiano nel vuoto ("Girl In Landscape" ). 

Poi, a partire dal cinematografico interludio al neon "Minimum Safe Distance", l'opera entra in una seconda metà in cui i tempi rallentano e le atmosfere diventano rarefatte, ultraterrene; man mano che la tracklist procede, e nonostante un songwriting intricato ("Swallowing Spiders"), il côté melodico prende decisamente piede, aggiungendo ai pezzi un'inquietante profondità esoterica di derivazione post metal ("Black Hole Kaleidoscope"). Gli Afterbirth appartengono a un altro universo, decisamente.




01. Beheading The Buddha
02. Spiritually Transmitted Disease
03. Girl In Landscape
04. Everything In Its Path
05. Never Ending Teeth
06. Minimum Safe Distance
07. Rooms To Nowhere
08. Swallowing Spiders
09. Dreaming Astral Body
10. Black Hole Kaleidoscope
11. Four Dimensional Flesh

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