Aabu
Abbiamo Ancora Bisogno Di Urlare

2018, Autoproduzione
Alternative Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 28/11/18

Dopo un album di debutto come "Basta Saper Scegliere" (2016), giocato su contrasti chiaroscurali piuttosto incerti, i bolognesi Aabu, con "Abbiamo Ancora Bisogno Di Urlare", virano senza ripensamenti in direzione di un alternative rock robusto e adrenalinico, aromatizzato da testi che, di certo, lasciano poco spazio al buonismo diffuso oggigiorno. Diretti e capaci di guardare al presente con lucido sarcasmo e consapevolezza, i nostri costruiscono dodici brani ove a dominare sono le improvvise esplosioni di una collera tenuta troppo a lungo repressa: errori, amicizie infrante, relazioni al macero, solitudine, rappresentano le traiettorie liriche di un sound reso maggiormente spigoloso da una registrazione in presa diretta, priva di orpelli digitali, quasi a voler rivendicare una genuinità oramai difficile da reperire nel mondo musicale.
 
 
Un disco, dunque, in cui le chitarre, supportate da una sezione ritmica che si comporta da immarcescibile locomotiva automatica, assumono il ruolo di incisive primedonne, soprattutto nelle pennellature stoner di "Orologio", "Io Sono Un'Ombra" e "Tutto Facile", nelle digressioni noise di "Grazie" e nell'acidità mordace di "Si Può Sbagliare Ancora". La band, però, si mostra a proprio agio anche quando i nervi, apparentemente, si distendono: pezzi quali "Tutto Le Cose Sbagliate" o "Camilla", dietro la parvenza di melodie amichevoli e rotonde, veicolano messaggi forse addirittura più ispidi e tocca al ritmo torpido della title track posta a conclusione del lotto accennare alla ribellione attraverso dosi di letale (e filtrata) tossicità.
 
 
Da "Abbiamo Ancora Bisogno Di Urlare" scaturisce il ritratto impietoso di una società grigia e alienante, che tende ad assorbire nel letargo i desideri individuali: gli Aabu non soltanto se ne fanno interpreti reattivi e abbastanza disinvolti, ma comprendono altresì che occorre "perdersi davvero" per imporsi sull‘inerzia. Col veleno nella coda.




01. Tutte Le Cose Sbagliate
02. L'Orologio
03. Ti Voglio Bene
04. Si Può Sbagliare Ancora
05. Io Sono Un'Ombra
06. Grazie
07. Camilla
08. Confessione
09. Abituarsi
10. La Fine di Tutto
11. Tutto Facile
12. Abbiamo Ancora Bisogno Di Urlare

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