Winterage
The Harmonic Passage

2015, Nadir Music
Power Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 13/06/15

All’inizio fu l’EP omonimo del 2011. Poi il singolo “Forest of Consciousness” del 2012. Infine l’uscita del primo full-length di debutto “The Harmonic Passage”. Tre tappe fondamentali che hanno permesso ai Winterage, band ligure formata da giovanissimi musicisti (età media: 23 anni), di esordire in pompa magna.

Per coloro a cui la band era già nota, l’ascolto di “The Harmonic Passage” è come osservare la muta di un bruco in farfalla. Tutte le caratteristiche già presenti nell’EP sono dunque arrivate alla completa maturazione. L’aspetto che colpisce maggiormente è l’utilizzo dell’orchestra sinfonica. Bastano anche solo poche note di “Ouverture In Do Minore” per rendersi conto di come la musica composta dal combo ligure risulti fortificata da questa unione, non solo nei passaggi più orchestrali (come nel brano citato), ma anche in quelli più prettamente metal. Nessun uso indiscriminato della componente operistica, solo perché di tendenza o per riempire i vuoti creativi, ma un utilizzo sapiente atto ad insaporire, e supportare, la pietanza principale.

Anche l’arrivo di Daniele Barbarossa, come cantante della band, in pianta stabile, ha portato nuova linfa vitale a una formula che, sebbene non corresse certo il rischio di un invecchiamento precoce, alla lunga avrebbe comunque potuto risultare stancante per grandi frange del popolo power metal. I tre grossi ambiti musicali che compongono l’ossatura della musica dei Winterage, ovvero la musica classica, il power metal e l’aspetto più folk di derivazione irlandese, riescono infatti a trovare il perfetto punto d’incontro dove nessuno stile prevale a discapito degli altri. Così facendo è stato possibile  amalgamare i tre aspetti in modo quasi perfetto, senza sbavature. L’aggiunta di un cantante ha “costretto” la band a rivedere la preminenza del violino nell’economia dei brani, mantenendolo comunque sempre in primo piano e strutturando un dialogo con la chitarra e con la voce all’interno delle composizioni.

Orchestra, voce, violino. L’ultimo elemento, forse il più rilevante, da aggiungere alla precedente lista di qualità in grado di elevare “The Harmonic Passage” al di sopra della media delle produzioni in campo power metal, è sicuramente la scrittura dei brani. Varia, capace di sperimentare e di evitare quanto più possibile le soluzioni scontate, con un occhio sempre puntato verso i classici (che si tratti di musica sinfonica o moderna). In quest’ottica, i nove minuti della conclusiva “Awakening” sono la perfetta summa della visione musicale della band ligure. Non solo brani veloci, con doppia cassa a farla da padrona (“The Harmonic Passage”, “Wirewings”, “Crown To The Crowds”, solo per citarne alcuni), ma anche la stupenda “Son Of Winter”, brano lento e ovattato come una nevicata invernale, graziato dalla splendida interpretazione della soprano Silvia Traverso.

Se l’aspetto musicale è la base sulla quale si fonda l’operato dei Winterage, anche il songwriting riveste un ruolo importante. Se la musica è capace di far volare lontano l’ascoltatore, i testi sono infatti quel qualcosa in più che aiuta a definire i territori della fantasia che i Winterage hanno deciso di esplorare. Spazio quindi a Tolkien (“La Caccia di Tùrin” e “Golden Worm”), a Pullman (“Panserbjørne”), al ciclo arturiano (“La Grotta Di Cristallo”). Proprio quest’ultimo brano si segnala per un testo in italiano che dona al brano, già fortemente folk, un sapore che rimanda alla tradizione autoctona, con Branduardi in testa.

I Winterage sono dunque un’ottima nuova realtà del panorama power metal tricolore. Se quanto visto in questo album di debutto è un buon indicatore di quanto la band sia in grado di fare, soprattutto dopo aver maturato ulteriore esperienza sia sul palco che in studio, vale davvero la pena di tenere d’occhio questi giovani musicisti.




01. Ouverture In Do Minore
02. The Harmonic Passage
03. The Flame Shall Not Fade
04. Wirewings
05. Son Of Winter
06. La Caccia di Tùrin
07. Golden Worm
08. Victory March
09. La Grotta Di Cristallo
10. Crown To The Crowds
11. Panserbjørne
12. The Endless Well
13. Awakening

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