Eluveitie
Live At Masters Of Rock

2019, Nuclear Blast
Folk Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 30/10/19

A sette anni dal primo live degli Eluveitie, quel “Live On Tour” (2012) dalla reperibilità non sempre perfetta, il combo elvetico torna nuovamente sugli scaffali dei negozi con una nuova registrazione dal vivo di un loro concerto: “Live At Masters Of Rock” rappresenta alla perfezione l’energia che Chrigel Glanzmann e soci riescono a trasmettere dal palco, ma non è comunque esente da diverse piccole imperfezioni che non ne rovinano l’ascolto, ma che rendono l’esperienza non così perfetta come sarebbe potuta essere.

Partiamo dagli aspetti sicuramente positivi. Da lodare è di certo il lavoro di registrazione effettuato durante la data della band al festival Masters Of Rock in Repubblica Ceca lo scorso luglio: i brani, comprensivi di una introduzione e di un momento di assolo di batteria, sembrano essere stati riproposti nella loro interezza, senza tagli di alcun genere. Anche la risposta del pubblico, sia durante le canzoni che nei momenti di pausa, è riprodotta in maniera più che egregia e trasmette perfettamente l’atmosfera dell’esibizione dal vivo in un festival di medie dimensioni. La mancanza della componente visiva si sente ma non è un’assenza che rovina la riuscita finale del prodotto. Essendo un tour a sostegno dell’ultimo album in studio degli Eluveitie, è più che naturale che “Ategnatos” la faccia da padrona, con ben sei tracce riproposte, ma il passato più recente è comunque ben rappresentato, sia pre che post ristrutturazione della band: “Helvetios”, “Origins” ed “Evocation II: Pantheon” rappresentano una grossa fetta dell’esibizione, con “Everything Remains (As It Never Was)” e “Slania” ai minimi termini. Sembra quasi un voler evitare di guardare troppo lontano e cercare di mantenersi quanto più possibile legati alla produzione più recente, quella effettuata con la nuova formazione. Non è di certo una pecca, anzi, è un valore aggiunto visto che, come si diceva all’inizio, il periodo pre 2012 era già stato fotografato dall’album “Live On Tour”.

Per quanto riguarda invece gli aspetti negativi, su tutto vanno segnalate le performance vocali dei due cantanti. Sia Glanzmann che Fabienne Erni non brillano: il primo risulta meno incisivo del solito, mentre la seconda, nei brani del periodo di Anna Murphy, non convince per nulla. Sia in “The Call Of The Mountains” che in “A Rose For Epona” sbaglia completamente l’approccio e i confronti con i due originali sono impietosi. Un altro aspetto non propriamente riuscito è la resa sonora dei singoli strumenti, mai costante e con risultati altalenanti a seconda dell’impronta del brano, più folk o più metal, che nasconde a rotazione i diversi strumenti. Anche il voler inserire a tutti i costi l’assolo di batteria, momento topico di ogni esibizione dal vivo che permette di far riprendere fiato ai cantanti, non rende giustizia alla scaletta proposta, la spezza e annoia soprattutto per la mancanza della componente visiva che, spesso, rende queste occasioni curiose e particolari.

Esulando dai pro e dai contro, “Live At Masters Of Rock” è un album energico, che presenta una scaletta ben studiata che non tralascia comunque i classici (“Inis Mona”), capace di rendere over anche i brani tratti da “Evocation II: Pantheon”, ovvero "Artio" ed "Epona". L’esecuzione delle singole canzoni, al di là delle discutibili scelte in fase di mixaggio, è magistrale, con una riproposizione ineccepibile. La carica della band e la voglia di intrattenere il pubblico non vengono mai meno e l’alternanza di brani più folk a canzoni più pesanti riesce a mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore lungo tutti i 75 minuti di durata. Il seguito di fan che è rimasto fedele agli Svizzeri nonostante le traversie degli ultimi anni avrà di che godere, visto che la qualità finale del prodotto è sicuramente sopra la media.



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