Blaze Bayley
Endure and Survive (Infinite Entanglement Part II)

2017, Blaze Bayley Recordings
Heavy Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 25/03/17

Il destino non è mai stato gentile nei confronti di Blaze Bayley. Non lo è stato di certo tra il 1994 ed il 1999, quando venne chiamato a prendere il posto di Bruce Dickinson negli Iron Maiden, l’uomo sbagliato al momento sbagliato, seppure per colpe non sue; non lo è stato neppure tra il 2002 ed il 2004, quando si ritrovò invischiato tra alcolismo e depressione; di certo è stato tutt’altro che gentile quando nel 2008 la moglie di Blaze scomparve a causa di un'emorragia cerebrale. In tutta onestà, Blaze avrebbe potuto gettare la spugna anni fa, allontanarsi da tutto e tutti. Ma stiamo parlando di un personaggio dalla statura elevatissima, di un uomo coerente con se stesso, che non sa cosa voglia dire la parola resa. Cosa c’entra questa introduzione, sì interessante ma poco legata alla musica, con la recensione del nuovo album di Blaze? Presto detto: in aggiunta a tutte le belle parole spese più sopra nei confronti di Blaze, una caratteristica che lo contraddistingue è il profondo amore per la musica, quell’amore che non gli ha mai fatto perdere la voglia di scrivere e cantare, quella passione che l’ha portato a fondare una propria etichetta per non dovere sottostare alle dinamiche politico-economiche delle grosse etichette. Nonostante tutto quello che ha giocato contro di lui, Blaze arriva all’ottavo album in carriera solista, tra la precedente esperienza a nome BLAZE e l’attuale progetto. “Endure and Survive” si presenta agli appassionati come il secondo capitolo di una saga fantascientifica iniziata l’anno scorso con “Infinite Entanglement” e che si concluderà l’anno prossimo con la terza parte.

“Shall we begin?”
Come si era chiuso il precedente album, così si apre questo nuovo full-length, introducendoci in media res nelle avventure spaziali del capitano William Black, il protagonista della trilogia di Blaze. Il tipico sound heavy metal di vecchia scuola che Blaze tanto adora è ben presente fin dalla iniziale ‘Endure And Survive’. Sarà che la mente dell’ascoltatore percepisce ciò che si immagina ci debba per forza essere, ma i rimandi agli Iron Maiden del periodo Blaze sono alquanto evidenti in questa prima traccia. Fortunatamente la scrittura di Blaze non si limita solo a questo richiamo al passato, ma riesce ad essere varia e sempre coinvolgente. Merito, forse, anche della partecipazione dello stesso gruppo di ottimi musicisti che hanno operato anche su “Infinite Entanglement”: tre membri della band inglese Absolva (Chris Appleton alla chitarra, Karl Schramm al basso e Martin McNee alla batteria) e Michelle Sciarrotta alla chitarra acustica ed alle parti narrative. Connubio musicale, sicuramente, ma anche creativo, visto che Sciarrotta e Appleton risultano accreditati anche come autori dei brani insieme a Blaze.

Se i pezzi veloci ed aggressivi non lasciano insoddisfatti, tra strofe ben congeniate, momenti strumentali dinamici e cori sempre coinvolgenti, è con "Eating Lies" che Blaze ha l’occasione di mettere in mostra un lato del suo stile canoro non sempre utilizzato. Che la sua voce corposa e potente ben si adatti ai brani pesanti, è più che riconosciuto, ma il dotato cantante è anche capace di trasmettere emozioni che riescono a toccare nel profondo l’ascoltatore. La parte iniziale di questo brano, con chitarra acustica, ci mostra un’oscurità, una sofferenza che ben vengono impersonate dal cantato di Blaze. La progressione verso una seconda parte più heavy invece si apre a linee di chitarra di Appleton sempre efficaci e ben ispirate. "Remember" ribadisce egregiamente questo concetto: chitarra acustica, violino, fisarmonica ed un Blaze molto recitativo che dona tutta la propria anima in un brano folk ed intimo. L’oscurità e la pesantezza dell’album lasciano spazio a quattro minuti di spensieratezza e solarità che non stonano affatto ma conquistano immediatamente l’ascoltatore. La doppietta finale con "The World Is Turning The Wrong Way" e "Together We Can Move The Sun" sono la summa di questo nuovo full-length di Bayley. La prima è un oscuro e marziale crescendo che raggiunge elevati livelli di epicità, capace di aprirsi ad un break acustico dove Blaze mette in mostra tutto il coinvolgimento emotivo di cui è capace. La seconda, che parte come sofferta ballad acustica con chitarra e voce del protagonista, si arricchisce di elementi e voci – azzeccata l’aggiunta di una voce femminile nei cori – riuscendo a chiudere in modo più che adeguato un album di grande heavy metal. Se Blaze è il motore trainante di questo progetto, il contributo portato dalla band non è inferiore e riesce a dare vita ad un ottimo prodotto. Gli anni vissuti tra alti e bassi, i momenti bui, la grande passione incapace di spegnersi, tutto ha contribuito a forgiare Blaze per portarlo alla maturità, a questo trittico ancora da completare che ci mostra un artista ispirato, tecnicamente dotato e dalla chiara identità. “Endure and Survive” risulta un disco solido, ottimamente scritto e con un costante livello qualitativo che non presenta cadute di tono – forse alcune parti della sola "Destroyer", ma è veramente una mosca bianca.

“William Black must die!”
Nella migliore tradizione da serial, l’album si conclude su un climax che lascia l’ascoltatore con la curiosità di scoprire come andrà a finire questa saga spaziale. L’attesa è breve, circa 365 giorni, e vista la qualità di questo secondo capitolo, ci sono tutti i presupposti per dare vita ad un ulteriore tassello della variegata, ma sempre qualitativamente ottima, carriera artistica dell'autore.

Blaze Bayley non è mai stato sinonimo di Iron Maiden, portato nel grande giro troppo presto e poi gettato via. Blaze è solo Blaze, e “Endure and Survive” è la prova ancora una volta di come, lasciato libero di esprimersi, sia in grado di creare ottimo heavy metal. Di certo non il capolavoro della sua carriera – i tre album realizzati sotto il monicker BLAZE e i primi due dell’attuale corso hanno già illustrato egregiamente tutta la sua abilità –, ma la trilogia di “Infinite Entanglement” acquista un fascino particolare che non mancherà di attirare i fan del cantante e, si spera, qualche nuovo acquisto.



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