Amon Amarth
The Pursuit Of Vikings: 25 Years In The Eye Of The Storm [DVD]

2018, Columbia Records/SONY
Melodic Death Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 16/11/18

Tra i modi migliori per festeggiare 25 anni di carriera vi è sicuramente la pubblicazione di un documentario autocelebrativo. Gli Amon Amarth non rinunciano a questo rito di passaggio, e con “The Pursuit Of Vikings: 25 Years In The Eye Of The Storm” lo fanno in modo estremamente coinvolgente nonché sontuoso visto che, oltre ad un’approfondita retrospettiva sul passato della band, hanno deciso di inserire anche due interi concerti tenuti durante l’edizione 2017 del Summer Breeze. Un piatto decisamente ricco, pensato di certo per il fan accanito che vuole sapere tutto sul combo svedese ma che riesce ad attirare anche l’ascoltatore casuale vista la mole di brani eseguiti dal vivo.



Il punto forte e più ghiotto di tutto questo materiale non può che essere il documentario. Il pericolo dell’autocelebrazione fine a se stessa è sempre presente in questo tipo di operazioni, ma con gli Amon Amarth non si ha mai questa sensazione. Anzi, lungo diversi spezzoni del filmato appare molto chiara la vera anima dei singoli componenti della band, messa a nudo nei momenti di maggiore tensione. Il filmato approfondisce il periodo precedente alla nascita della band, quando alcuni membri avevano iniziato a muovere i primi passi con la band Scum. Gustosi aneddoti tinteggiano tutta la narrazione della vita degli Amon Amarth, ma, soprattutto in questa prima fase, appare evidentissimo il carattere estremamente amatoriale, da vero fan del rock e del metal, di Johan Hegg e soci. Giovani della classe lavoratrice che dividono la propria giornata tra il lavoro necessario per portare soldi a casa e la passione per la musica. Ogni episodio raccontato viene descritto in maniera molto sobria, senza sentire la necessità di colorarlo di tinte mitiche. Anche le prime proposte di un contratto discografico, offerte da Nuclear Blast e da Metal Blade, vengono presentate in un’ottica dimessa, quella di un musicista/fan che, muovendo i primi passi nel campo musicale, mai si aspetterebbe di essere contattato da due etichette di tale importanza. La stoccata tirata alla Nuclear Blast – contratto estremamente povero – e la fedeltà dimostrata dalla band alla Metal Blade negli ultimi 20 anni, dicono molto del carattere degli Amon Amarth. La narrazione scorre via piacevole, sempre molto coinvolgente. Foto e filmati d’epoca arricchiscono le parole dei musicisti: vedere Johan o Olavi giovanissimi fa decisamente sorridere e, per chi c’era all’epoca, vi è anche la possibilità di una lacrimuccia. Il momento più toccante giunge quando Johan parla del legame che la band ha avuto nel corso degli anni con Michael Trengert, responsabile della sezione europea di Metal Blade, scomparso prematuramente nel 2013. Le emozioni sono palpabili, la connessione con l’uomo, prima che con il rappresentante di un’etichetta, è ben evidente. Sono questi episodi, e il contributo di un buon numero di persone legate alla band, che rendono il documentario a misura di persona e non di rockstar. La parte finale del documentario perde un po’ di interesse, con le piccole sezioni dedicate a Christiane Underberg – responsabile della Semper Idem Underberg GmbH, ditta produttrice di un amaro che gli Amon Amarth hanno sponsorizzato – o al superfan Michael Brewster – consulente finanziario per la Wells Fargo Bank di giorno ed esaltato con la casa piena di armi medievali si sera – o ancora a Andy Sneap – produttore dei due ultimi album della band, “Jomsviking” e “Deceiver Of The Gods” – che, pur donando molto colore all’universo del combo svedese, non portano profondità di narrazione. Diverso è invece il discorso per altri due curiosi tasselli della storia della band, ovvero il viking rowing, avvenuto per la prima volta durante l’edizione 2009 del Bloodstock, e la partecipazione in qualità di comparse del gruppo di rievocazione storica Die Jomswikinger Blodhvitnir. Due differenti visioni che ci mostrano come anche da piccoli particolari si crei il mito di un gruppo musicale. Nel primo caso è il pubblico ad agire in prima persona, dando vita in modo totalmente autonomo alla riproposizione dell’azione del vogare tipica dei vichinghi su una Drakkar: poche decine di spettatori nel caso di Bloodstock, diverse centinaia se non migliaia in occasione di festival più grossi come Summer Breeze o Wacken Open Air. Divertimento tra il pubblico ma che viene sicuramente gustato meglio dalla band presente sul palco. Nel secondo caso invece, il solo cantare di miti e storie vichinghe non è sembrato bastare più, ad un certo punto della vita degli Amon Amarth, tanto da portare in scena durante i concerti la riproposizione di combattimenti tra bande di vichinghi a opera di un gruppo tedesco di rievocazione. Si potrebbe andare avanti ore a parlare di questo documentario, vista la quantità di racconti contenuti in poco meno di due ore di durata. La struttura della narrazione, organizzata in ottica cronologica ma anche per argomenti, è perfettamente funzionale e lascia modo a tutti i membri del combo di avere ampio spazio per raccontare la propria storia.

Se tutto questo non fosse già abbastanza, a corredo di questa ottima uscita vi sono due interi concerti registrati nel 2017 al Summer Breeze. Due esibizioni che differiscono per ambientazione e per scaletta ma che mantengono inalterato lo spirito degli Amon Amarth. Il primo spettacolo documenta fedelmente l’esibizione a sorpresa tenuta su un palco minore del festival, il T Stage: pochi fronzoli, telo senza illustrazione ma con un semplice logo della band, niente abbellimenti scenici e la classica prua della Drakkar che ha contraddistinto i concerti del combo per molti anni. Tutto molto old school e legata al passato è anche la scaletta. Si va a pescare dagli esordi di “Once Sent From The Golden Hall” e di “The Avenger”, da quello che avrebbe potuto essere l’ultimo album degli svedesi, ovvero “Versus The World”, ma soprattutto da dischi quali “With Oden On Our Side” e “Twilight Of The Thunder God”. Ottima scelta, ottima esecuzione e perfetta risposta da parte del pubblico. Sotto l’aspetto tecnico, l’unico appunto che è possibile muovere a queste due registrazioni dal vivo è il non aver saputo riprodurre a dovere il contributo degli spettatori durante le canzoni. Se la resa di strumenti e voce è perfetta, con i livelli bilanciati a regola d’arte, tutte le volte che Johan Hegg sprona i partecipanti al Summer Breeze a cantare sui brani proposti non si riesce mai a sentire molto. Un vero peccato visto il numero di presenti e l’intensità della loro risposta, tanto più che tra una canzone e l’altra i microfoni riescono perfettamente a raccogliere il suono proveniente dal pit. Vale la pena segnalare la canzone d’apertura, ovvero “Twilight Of The Thunder God”, solitamente chiusura dei concerti e qui invece utilizzata come brano di partenza: una volta visto il secondo concerto, si rimane immediatamente stupiti dalla differenza scenica delle due versioni, con questa giocata tutta sulla sola resa musicale e quella del giorno seguente infarcita di elementi scenografici.

Il secondo live si presenta invece come uno spettacolo roboante, a partire dal Main Stage sul quale è stato eseguito, dal telo di sfondo cambiato diverse volte e sempre con le pittoresche immagini dalle copertine dei dischi, fino a giungere alla decorazione del palco, dove non figura più la Drakkar dei tempi passati ma l’imponente elmo del tour di “Jomsviking”. Un cambio di direzione non da poco, che vuole segnalare la cesura tra gli Amon Amarth del passato più lontano e quelli del passato recentissimo che sfocia nell’attuale. Anche la scaletta proposta punta più sui due ultimi album, il già citato “Jomsviking” e “Deceiver Of The Gods”. Non possono comunque mancare brani dagli album più classici, e, guardando per esempio all’album “Twilight Of The Thunder God”, per una “Varyags Of Miklagaard” del primo concerto qui abbiamo una “Guardians Of Asgaard”. Tanta scelta per accontentare ai fan di tutte le età. Siccome si vogliono fare le cose in grande, spazio anche alle comparsate: vichinghi che combattono su “The Way of Vikings”, Loki su “Father Of The Wolf”, senza dimenticare un gigantesco Jörmungardr, il serpente del Ragnarok, presente su “Twilight Of The Thunder God” dove viene combattuto da un Johan Hegg con in mano un martellone che ricorda Mjölnir. Finale con Jörmungardr a parte, che risulta un po’ troppo pacchiano, tutti gli altri innesti servono alla perfezione la musica della band, senza sembrare fuori luogo. Parlando invece di comparsate in campo musicale, è sicuramente piacevole la presenza di Doro sul brano “A Dream That Cannot Be”, andando così a riproporre quanto già sentito su album.

Con un minutaggio totale di poco meno di sei ore, “The Pursuit Of Vikings: 25 Years In The Eye Of The Storm” è un monumentale regalo di compleanno da parte degli Amon Amarth a tutti gli appassionati che nel corso di due decenni e mezzo hanno supportato la band, nei momenti belli ma anche, e soprattutto, in quelli meno di successo. Prodotto tecnicamente ottimo, sia sotto l’aspetto musicale al Summer Breeze che sotto quello documentaristico in presa diretta, non si può non rimanere profondamente coinvolti dalle immagini – e dai suoni – che scorrono sul video. Se musicalmente non aggiunge nulla di nuovo, pur risultando una piacevole ed estesa selezione di brani provenienti da tutta la carriera del combo, il vero valore aggiunto è dato dal primo DVD, approfondito, divertente, coinvolgente e, perché no, commovente. Non riesce a raggiungere la perfezione di un 10 pieno solo a causa di alcune imperfezioni segnalate nei paragrafi precedenti, ma rimane comunque un’esperienza da vivere assolutamente.





Documentario

Summer Breeze T-Stage Show: August 16th, 2017
01. Twilight Of The Thunder God
02. Free Will Sacrifice
03. With Oden On Our Side
04. The Last With Pagan Blood
05. For The Stabwounds In Our Backs
06. Thousand Years Of Oppression
07. Gods Of War Arise
08. Versus The World
09. Asator
10. Under The Northern Star
11. Fate Of Norns
12. Varyags Of Miklagaard
13. Live For The Kill
14. Victorious March

Summer Breeze Main Stage Show: August 17th, 2017
01. The Pursuit Of Vikings
02. As Loke Falls
03. First Kill
04. The Way Of Vikings
05. At Dawn's First Light
06. Cry Of The Black Birds
07. Deceiver Of The Gods
08. Destroyer Of The Universe
09. Death In Fire
10. Father Of The Wolf
11. Runes To My Memory
12. War Of The Gods
13. Raise Your Horns
14. A Dream That Cannot Be
15. Guardians Of Asgaard
16. Twilight Of The Thunder God

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