Cage
Science of Annihilation

2009, Heavy Metal Media
Heavy Metal

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 13/03/10

I Cage sono una di quelle band che tendono a venire dimenticate con la stessa velocità di uno schiocco di dita. Il quintetto californiano, capitanato dal singer Sean Peck, consta della presenza di Anthony Wayne McGinnis e Dave Garcia alle chitarre, di Mike Giordano al basso e di Norm Leggio alla batteria.

Nascono musicalmente nel 1992 e rilasciano tre anni dopo il loro primo album, che però non viene mai rilasciato. Per vedere il loro primo lavoro pubblicato dobbiamo attendere 6 anni, anno domini  1998, precisamente l’EP che risponde al nome di "Unveiled". Nei successivi nove anni di attività musicale i nostri eroi  pubblicheranno altri tre cd: “Astrology”, “Darker Than Black” e “Hell Destroyer”. Com’era quasi logico attendersi, il parziale successo (se possiamo così definirlo) arrivò grazie alle lande europee e non a quelle del paese d’origine, successo che li portò a calcare e dividere palchi importantissimi quali il Dynamo Festival e il Wacken Open Air, con band molto più blasonate come Iron Maiden, Judas Priest, Dokken e Dio.

Giungiamo infine alla loro quinta fatica denominata “Science of Annihilation”. Sin dalle prime note non si può evitare di fare un rapido paragone con quello che furono e fecero i Crimson Glory del compianto Midnight.  Il richiamo è forte e persistente, la proposta musicale si assesta sugli stessi livelli e la voce spesso e volentieri schizza alle stelle raggiungendo picchi incredibili. La ritmica delle chitarre è grossomodo essenziale e ben curata, il tappeto di doppio pedale è praticamente una costante. A onor del vero l’album però, dice tutto quello che doveva dire già alla quinta traccia. “Planet Crusher”, “Scarlet Witch” sono un fulgido esempio di come sostanzialmente il canovaccio delle canzoni sia ridondante, la varietà non è proprio il punto forte della band. Questo va ovviamente a loro discapito, rendendo l’album meno fluido e più macchinoso, deconcentrando l’ascoltatore rendendolo talvolta annoiato. La produzione si attesta però su buoni livelli di qualità, il missaggio è svolto egregiamente ed il suono risulta essere roccioso e granitico.

Di per sé le tracce non sono nemmeno cosi brutte e insipide se prese singolarmente, ma veramente non credo si possa riuscire a digerire l’intero album di fila, a patto di non essere un accanito fan della band ovviamente (ma anche in questo caso avrei seri dubbi a riguardo).



01.The Power That Feeds
02.Planet Crusher
03.Scarlet Witch
04.Spirit Of Vengeance
05.Black River Falls
06.Operation Overlord
07.Power Of A God
08.Speed Kills
09.Stranger In Black
10.Die Glocke
11.Spectre Of War
12.Science Of Annihilation
13.At The Edge Of The Infinite

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