Edema
Default

2009, Punishment 18 records
Death Metal

Recensione di Federico Botti - Pubblicata in data: 08/03/10

L’esordio discografico dei piacentini Edema (attivi sin dal 2004) mi lascia tutto sommato abbastanza neutro. I nostri sembrano mettere tanta carne al fuoco, forse troppa, con il rischio che molto, purtroppo, si trasformi in un arrosto bruciacchiato immangiabile per i più.

Tralasciando le metafore culinarie (che comunque ben rendono l’idea del concetto che voglio esprimere), ci troviamo di fronte a un disco, “Default”, suonato come Dio comanda, ma forse sin troppo freddo, acerbo e imprevedibile (nelle melodie e nelle ritmiche impiegate) per destare una qualche emozione o lasciare comunque qualcosa. Death metal molto tecnico, schizofrenico e con continui cambi di tempo (Meshuggah insegnano), dalle tinte molto “carcassiane” (qualcuno ha detto “Heartwork”?), che però fa cilecca quando si tratta di conquistare l’ascoltatore, che si vede scivolare addosso una continua pioggia di riff senza trarne poi molto. Va comunque detto che il disco necessita di diversi ascolti per essere quantomeno compreso: non è di fatto una proposta semplice e di facile assimilazione quella che gli Edema propongono. Eppure nonostante svariati giri del dischetto argentato arrivo sempre alla solita conclusione: tanto bravi certo, ma non mi catturano.

E dire che i ragazzi non si limitano a copiare i due gruppi sopraccitati creando patchwork senza senso: ci mettono molto del loro, si vedano ad esempio le parti malinconiche cantate in clean e presenti in alcuni pezzi che variano un po’ il registro del disco e aggiungono profondità e carattere. Non bastano però questi intermezzi (oltretutto azzeccati e ben fatti) a rialzare le sorti di questo album, che viaggia di poco al di sotto della sufficienza. Brani da segnalare sono la traccia posta in apertura, “Crawling Unreason”, la titletrack, e “Purchasing Your Own Illness”. Questi tre momenti ben evidenziano (meglio dei rimanenti quattro) le principali caratteristiche del combo piacentino: growl pesante e profondo (alternato talvolta, come già detto, a un malinconico e sussurrato cantato pulito), riff di chitarra ora ipnotici e asfissianti, ora malsani e aggressivi e sezione ritmica che non si limita a dare l’intelaiatura ai pezzi ma dona loro anche un certo groove.

La proposta degli Edema è onesta, le idee messe in gioco sono tante, ma come detto in apertura non tutte ben utilizzate. Tre brani su sette sono tutto sommato buoni, ma gli altri peccano per un’eccessiva somiglianza reciproca (e non solo) e per una voglia di strafare che non porta da nessuna parte. Ciò non deve però scoraggiare i nostri: il tempo è dalla loro, e basterà poco per fare quel salto di qualità che ai ragazzi serve.
 



01.Crawling Unreason
02.Generator
03.Onirical
04.Default
05.Purchasing Your Own Illness
06.My Sweetest Whore
07.Unequal Desease

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