Age Of Evil
Get Dead [EP]

2009, Evil Eye Entertainment
Thrash

Recensione di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 08/03/10

E' sufficiente un solo EP per riuscire a giudicare nella sua interezza una band come gli Age Of Evil, composta da ragazzi giovani, aitanti e schiumanti di rabbia, provenienti dagli U.S.A? Ebbene, è inevitabile che con un EP come "Get Dead", costituito da due tracce originali, due cover e due brani live, si scada in un giudizio alquanto sommario e poco profondo, con il rischio di non aver colto per nulla l'essenza della band. E' come se di un quadro o di un affresco vi si mostri soltanto qualche centimetro. Pertanto, mi sono servita della potenza di Internet per approfondire la conoscenza della band statunitense.


L'energia, a questi quattro ragazzi, non manca affatto: le sonorità oscillano tra thrash ed heavy metal, cariche di rabbia e di potenza, prendendo molto spunto dalle band più in voga del momento in questo genere contaminato, come i Trivium, che a loro volta hanno preso dai Metallica, dai Megadeth e da altri titani del thrash e dell'heavy metal degli Anni '80, aggiungendovi quella cattiveria che strizza l'occhio alla nuova guardia di piccoli metallari furiosi. Un altro elemento molto accattivante è senza dubbio il ritornello cantato a più voci, caratteristica di quasi tutte le band apprezzate dai più giovani. Formalmente e tecnicamente, dunque, nulla da obiettare, il talento c'è e si vede, ma passiamo subito al tasto dolente, i contenuti e l'originalità.


A livello di testi, i ragazzi non brillano certamente per creatività, scadendo nel luogo comune della violenza, del sangue, del nemico schiacciato moralmente e fisicamente. Parlando della novità delle melodie proposte, il quartetto scivola clamorosamente: dichiarando un amore spassionato per gli anni '80, gli Age Of Evil si limitano a proporre ciò che è già stato fatto precedentemente, con una venatura di metal più moderno. Insomma, niente di nuovo sotto il sole (alquanto assente in queste giornate invernali) e che non sia già stato fatto in modo migliore. Concedetemelo: tutta questa ondata di nuove band che vogliono fare i nipotini di Rob Halford e Steve Harris con una cattiveria sinceramente un po' forzata, non mi è proprio gradita. Sinceramente, preferisco i cari vecchi "nonni" che, con più semplicità nelle melodie e più schiettezza (senza per forza vestire perennemente i panni delle iene a caccia di carogne) hanno fatto la storia, trasmettendo tantissime emozioni genuine.


Questione di nostalgia e basta? Non direi, semplicemente desidero sentire della musica più sincera e spontanea, meno forzata e fredda. Nessuno vi chiede di omaggiare per forza il passato, perché c'è il rischio che non vi riesca di farla franca, come a coloro che hanno inventato l'heavy metal ed altri generi relativi. Noiosamente bocciati.





01. Cruel Intentions
02. Get Dead
03. Slave To The Grind
04. The Hellion/Electric Eye
05. Eye For An Eye (Live)
06. Glimpse Of Light (Live)

LiveReport
Pixies - UK & Europe Tour 2019 - Bologna 11/10/19

Recensione
Nick Cave & The Bad Seeds - Ghosteen

Videointervista
Lacuna Coil: Cristina Scabbia, Andrea Ferro

Recensione
Lacuna Coil - Black Anima

Recensione
Helloween - United Alive

Intervista
Johnny Marr: Johnny Marr