Skelters
Lux Mundi

2009, This Is Core Music
Punk Rock

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 06/03/10

Da Catanzaro alle esibizioni in numerosi club inglesi, grazie alla simpatia di un circuito britannico underground che ha creduto in loro: è stato un passo decisamente breve per gli Skelters, tanto più se si pensa che l’amore per la terra di Albione è più che manifesto nella loro musica che, come scheletro portante, ci mostra un punk rock di diretta derivazione Clash.
Sono molte le canzoni che hanno un respiro fortemente inglese all’interno di questo “Lux Mundi”, esordio discografico dei Nostri: dalla marcia incalzante di synth su “Under This Moon”, all’ovvia dichiarazione d’amore evidenziata da un titolo come “London Time”, o il respiro epico (ma sempre fortemente Clash) di “World Radio”.

Fortunatamente, gli Skelters hanno una marcia in più, un asso nella manica che rende questo album a tratti irresistibile: sto parlando di un innesto vintage 60's all’interno del loro punk rock che produce vere e proprie iniezioni di entusiasmo.
Prendete l’iniziale “Another Solution”, esempio manifesto di Punk’n’Roll con una scarica di organetto centrale che porterebbe gente come Tarantino o Rodriguez ad utilizzare la canzone senza alcuna esitazione all’interno di un loro film, piuttosto che la successiva “Only U”, che preserva questo spirito scanzonato pur essendo maggiormente malinconica.
Altri esempi davvero ben riusciti, seguendo la strada intrapresa da queste due tracce, sono “Destination” che, pur risultando ripetitiva fino allo sfinimento, mostra un interessantissimo incedere strumentale che la rende davvero speciale, e la conclusiva “Play The Game”, che riporta le bollicine ad una seconda parte dell’album non brutta, ma decisamente meno frizzante della prima.

In effetti è solo questo il difetto che si può imputare agli Skelters: il fatto di essere troppo derivativi su un classico modello di punk rock nella seconda metà del loro lavoro.
Questo e, se vogliamo, una parte vocale che suona forse un po’ troppo ingenua rispetto allo sfavillio della controparte musicale.
Piccoli peccati di gioventù, ne sono assolutamente certo, che non minano affatto quello che è un esordio discografico assolutamente interessante. Oltretutto, anche la produzione dell’album suona magnificamente grezza, con chitarre e sezione ritmica volutamente povere a dare ancora maggior corpo e risalto a quella sensazione di “vissuto” che tanto bene fa a questo gruppo.

Mi segno il nome Skelters tra le formazioni da tenere d’occhio, ed invito chiunque si senta legato ad un certo spirito punk rock europeo del fine ‘70 – prima metà degli ‘80 a fare altrettanto.  



01. Another Solution
02. Only U
03. Darling Doll
04. Destination
05. Under This Moon
06. Simply
07. Blank And Alone
08. Good Song
09. London Time
10. World Radio
11. I Play The Game

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