Rob Zombie
Helbilly Deluxe 2

2010, Roadrunner Records
Heavy Metal

Rob Zombie, dopo Hollywood, si tuffa nuovamente nella musica

Recensione di - Pubblicata in data: 27/01/10

Personaggio certamente versatile, il buon vecchio Rob Zombie. Un nome d’arte che sfiora il ridicolo, un’età che non permetterebbe a norma di scrivere testi come "Jesus Frankenstein" o "Werewolf Women Of The SS" eppure, bando alle etichette, il nostro eroe non demorde e ripropone quanto (non sempre) di buono l’ha reso celebre negli anni. Perché non si deve dimenticare che questo ormai celebratissimo personaggio è stato il cantante della (grande) band White Zombie che, negli anni novanta, ha venduto milioni di dischi negli Stati Uniti e nel mondo dando vita a grandi album horror metal come "La Sexorcisto" (1992) e "Astro-creep:2000" (1995). Con la fine della band madre, diventa probabilmente più producente (anche per lui) parlare della sua carriera come regista ("La Casa Dei 1000 Corpi", "Halloween The Beginning") che non di quella musicale, a tratti imbarazzante.

"Hellbilly Deluxe 2" non prende direzioni artistiche differenti dalle precedenti produzioni, rimane indelebile lo stile granguignolesco di Rob, heavy metal come lo suonerebbero i Misfits, con quella sana dose di tamarragine che solo in pochi possono rendere piacevole all’ascolto e testi degni delle sue produzioni cinematografiche.

La maggiore novità sta nell’opera di purificazione dall’elettronica, un disco fatto dalle chitarre e suonato, quindi rock al 100%. Probabilmente se con "Sick Bubblegum" si rievocano i santi numi dello zombie bianco, è "What" che riassume al meglio la raccolta, divertentissimo punk’n’roll dal deviato e delirante sapore di "Cramps". Non mancano gli inni metal da redneck ("Mars Needs Women", "Werewolf", "Baby!") ma il meglio sta nei brani dove si accelerano i tempi, quando il nostro si ricorda di essere anche un fan dei Ramones, allora "Death And Destiny Inside The Dream Factory" e "Werewolf Women Of The SS" sollevano un mare di polvere e detriti.

"Hellbilly Deluxe 2" non aggiunge niente al valore della discografia di Rob Zombie ma, a differenza dei mediocri predecessori, almeno diverte e scorre fluido per tutti i quarantasei minuti di durata.



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