End Of You
Unreal

2006, Spinefarm Records
Gothic

Recensione di Federico Botti - Pubblicata in data: 29/12/09

Provenienti dalla Finlandia, gli End Of You si inseriscono direttamente nel filone “gothic metal/gothic rock malinconico” che tanto ha fatto (e in alcuni casi continua a fare) la fortuna di gruppi come HIM, Charon, Sentenced ecc...

Già dicendo questo pare di tagliare le gambe al presente “Unreal” ancor prima di averlo ascoltato, bollandolo come uno dei tanti cloni presenti in quel tipo di settore musicale. Beh, è innegabile che le influenze dei sopraccitati gruppi ci siano (assieme alla cupa elettronica di certi Depeche Mode), ma tutto sommato gli End Of You ci mettono molto del loro per arricchire i loro pezzi di sfumature proprie, che di certo non li rendono inconfondibili e unici nel loro genere, ma che almeno danno un quid in più che rende il tutto fruibile senza annoiare anche sulla lunga distanza. Alcuni brani sono caratterizzati da un forte appeal melodico e “radio friendly”, non c’è dubbio, ciò nonostante l’album vale la pena di essere ascoltato.

La traccia di apertura “All Your Silence” è una valida presentazione a ciò che ci aspetterà nel disco: atmosferica e piovigginosa, guidata principalmente da inserti elettronici e dalla bella voce del cantante (assolutamente da non paragonarsi a Ville Valo degli H.I.M., anche se la timbrica impiegata può riportarcelo alla mente), si avviluppa lenta e corposa come una coltre di fumo, esplodendo in un bel finale intenso. Gli elementi ci sono già tutti: chitarre malinconiche che si dilungano (senza strafare) ora in delicati arpeggi, ora in decise sferzate elettriche, sezione ritmica precisa e senza sbavature, corposa elettronica per creare atmosfera e la già citata ottima interpretazione vocale di Jami.

A seguire si alternano brani di qualità altalenante, talvolta “edulcorati” per renderli meglio digeribili dal maggior numero di ascoltatori : è il caso di probabili hit radiofoniche quali “Upside Down”, “Liar”, e “Dreamside”. A loro si affiancano però anche canzoni un po’ più elaborate, meno dirette (ma non per questo meno incisive). A questo riguardo segnalerei “Before”, “Rome”, “My Absolution”, “Twisted Mind”, “Time To Say” e la conclusiva “Online”; a conti fatti quindi sono numericamente di più i brani  con qualcosa da dire rispetto a quelli più canonici, il che mi porta quindi a valutare “Unreal” in maniera positiva.

Riassumendo, non è il classico dischetto di gothic metal come se ne sentono tanti oggi. Sono certo che farà la felicità degli ascoltatori più “casuali” (passatemi il termine) del genere, ma credo che convincerà anche i puristi (coloro che lo hanno seguito sin dai suoi primi vagiti), così come i fan di altre tipologie di metal. “Unreal” è un lavoro dalle tante sfaccettature, lontano dall’essere un classico del genere, ma che sa conquistarsi una propria reputazione e sa crescere ascolto dopo ascolto, conservandosi fresco anche dopo svariate volte che si è premuto il tasto play.





01. All Your Silence

02. Upside Down

03. Before

04. Walking With No One

05. Rome

06. Liar

07. Dreamside

08. My Absolution

09. Twisted Mind

10. Time To Say

11. Online (Bonus Track)

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