Leverage
Circus Colossus

2009, Spinefarm Records
Power Metal

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 13/11/09

La Finlandia in qualche maniera riesce sempre a lasciarmi a bocca aperta, sorpreso da tanta e tale magnificenza quando si parla di musica, quando si parla di heavy metal sinfonico, quando si parla di melodia. Il caso di “Circus Colossus” è l’ennesimo di una lunga serie avviata, tanto per citare gli artisti più famosi, dai Nightwish di “Oceanborn” nel 1998, dagli Stratovarius di “Visions” nel 1997 e dai Sonata Arctica di “Silence” poco meno di dieci anni fa. Poi decine e decine di proseliti e di formazioni satellite, qualcuno effettivamente clone dell’originale, molti altri, invece, gruppi con una personalità e musicalità tale da scuotere l’intero panorama. I Leverage, e ci metterete poco a capirlo, si incastrano alla perfezione in questa seconda categoria: il terzo disco è un gioiellino melodico che non mancherà di allietare (e in molti casi strabiliare) gli amanti del genere. Andiamo con ordine.


“Tides” e “Blind Fire”, usciti rispettivamente nel 2006 e nel 2008, avevano già posto le basi per un futuro roseo, oggi “Circus Colossus” è la dimostrazione lampante di una maturazione raggiunta, attraverso la quale il gruppo del singer Pekka Heino e del chitarrista Tuomas Heikkinen (eh si, dopo Holopainen un altro Tuomas monopolizzerà i vostri ascolti) non si limiterà soltanto a rimodellare i contorni ma ridefinirà i confini di un genere che scopre e immagazzina nuova linfa vitale. Stiamo parlando di power metal ma non solo, perché gran parte del disco verte su un hard rock melodico che andrà a scomodare mostri sacri quali Survivor (ascoltate “Rider Of Storm”) e Ten di Gary Hughes (“Movie Gods” e/o “Worldbeater”), perciò i Leverage non vanno presi e catalogati come una delle tante new power sensation in circolazione ma assaggiati poco per volta provando a coglierne le sfumature.


Tra i brani più riusciti segnaliamo la scoppiettante “Prisoners” e la ballata piano-voce “Don’t Keep Me Waiting”, la doppietta iniziale “Rise” – “Wolf And The Moon”, dedicata agli amanti dei Nightwish di ultima generazione, e l’incalzante “Rider Of Storm”.
Si tratta forse di un disco ridondante, che vive di orchestrazioni talvolta eccessive e che alla lunga possono inficiare sull’attenzione, ma il lavoro dei Leverage è apprezzabile sotto tutti i punti di vista e pertanto consigliato agli amanti del power metal che non disdegnano l’hard rock melodico, quello di classe e di sostanza.





01.Rise
02.Wolf And The Moon
03.Movie Gods
04.Worldbeater
05.Rider Of Storm
06.Legions Of Invisible
07.Revelation
08.Don't Keep Me Waiting
09.Prisoners
10.Broken Wings

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