Slayer
World Painted Blood

2009, Columbia Records
Thrash

Nuovo parto in casa Slayer: la solita classe e ferocia di sempre. Basterà anche questa volta?
Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 28/10/09

Neanche un anno fa mi trovavo a intervistare, in occasione della data milanese dell'Unholy Alliance III, il grandissimo Dave Lombardo. In quella piacevole chiacchierata, il famosissimo batterista aveva anticipato, senza scucirsi più di tanto, qualche piccola indiscrezione sul nuovo album della band. Le solite dichiarazioni che ormai siamo abituati a raccogliere da tutti: “Sarà un album migliore... meglio di "Christ Illusion"... ecc...” Una manciata di parole pronunciate senza neanche troppa convinzione, come se si trattasse di una faccenda come tante, l'ennesimo nuovo album per un musicista con una carriera ormai quasi trentennale.

Non sembra, ma da quella sera è già passato un anno e il nuovissimo "World Painted Blood" è qui pronto a prenderci a sberle per l'ennesima volta. Andiamo subito al dunque: dagli Slayer non dobbiamo più aspettarci sconvolgimenti e non sarebbe neanche sensato chiedere a una band ormai storica un lavoro capace di aggiungere qualcosa alla propria nutrita (e stellare) discografia. Sostanzialmente per questo "World Painted Blood" non ci sarebbe neanche bisogno di un giudizio. Chi ama la band acquisterà a occhi chiusi, chi non la ama lo ascolterà ugualmente, entrambi rimarranno sulle medesime posizioni. Per formazioni così importanti i giudizi contano poco, valgono di più la passione, la riconoscenza, le suggestioni e le emozioni che trasmettono.

Bene, però qualcosa va comunque detta. Per prima cosa non si può non sottolineare che l'operazione “autoplagio” compiuta dagli Slayer è arrivata a livelli spaventosi, pescando a piene mani dai propri capolavori. Se "Christ Illusion" era stato etichettato (con molto ottimismo) come il “Reing In Blood” del nuovo millennio, per conformità si potrebbe dire che "World Painted Blood" è un mix di altrettanti pietre miliari come "South Of Heaven" e "Seasons In The Abyss". Ovviamente prendete questi paragoni con le solite cautele del caso. Però la costante ricerca di atmosfere malate tipiche dei due album storici appena citati è evidente nella maggior parte dei nuovi brani, quasi mai tirati dalla prima fino all'ultima battuta, ben scritti, sufficientemente elaborati, sempre protesi verso quelle atmosfere soffocanti ormai proprie a tutti i fan di Araya e compagni, come la bella e “lunga” title-track iniziale, la più strutturata "Beauty Through Order", la “pacata” "Human Strain" o il convincente brano posto in chiusura, "Not Of This God".

Formalmente niente da eccepire. La solita furia del combo californiano è ancora lontana dall'affievolirsi, il drumming di Lombardo è il solito di sempre (quindi eccezionale), il riffing delle asce King/Hanneman sono sempre affilate, persino la voce sempre più attempata di Araya non sfigura (diciamo che ormai ci siamo rassegnati che anche per lui il tempo passa e urlare per oltre venti anni non deve essere salutare) e la produzione secca alla lunga fa il suo effetto. Ma ritornando a quello che dicevamo poco sopra, cosa ci dicono le emozioni, le suggestioni, cosa ci dice il cuore? Le risposte non sono purtroppo entusiaste. Gli Slayer ormai galleggiano sul proprio nome, con molta dignità, ma vivono di rendita (da diversi anni), con l'unico merito di sfornare album discreti, come questo "World Painted Blood". Le idee cominciano ad affievolirsi, ci si guarda indietro con troppa insistenza, ci si impegna a dare ai milioni di fan nuovi pezzi su cui farsi male ai concerti, si mantiene lo status di band mai doma e schiacciasassi. Stop, tutto qui. Potrà sembrare fin troppo cinico, ma il rischio è quello di lasciarsi scappare le vere grandi opere dei giorni nostri (nate anche grazie al contributo pionieristico dei nostri), in favore di un disco che ha “solamente” un nome gigantesco in copertina, è fin troppo alto.

Cosa voglio dire... Ascoltate "World Painted Blood", dedicategli l'attenzione che merita, ma non fatevi abbindolare. Un disco onesto, di cui forse non si sentiva la necessità, un ulteriore tassello in più per gli Slayer, un ulteriore probabile successo. Mi chiedo solo fino a quando potranno andare avanti in questo modo.



01.World Painted Blood

02.Unit 731

03.Snuff    

04.Beauty Through Order    

05.Hate Worldwide

06.Public Display of Dismemberment    

07.Human Strain

08.Americon

09.Psycopathy Red

10.Playing With Dolls

11.Not of This God

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