Five Finger Death Punch
War Is The Answer

2009, Spinefarm Records
Alternative Metal

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 06/10/09

Se per qualche ragione doveste dimenticarvi il significato della parola “coinvolgente”, potreste spararvi nelle orecchie questo nuovo album dei Five Finger Death Punch e quasi certamente tornerete a ricordarvi tutto.

"War Is The Answer", nuovo album degli americani a due anni di distanza dal debutto “The Way Of The Fist”, è dannatamente coinvolgente, dinamico, una scarica di energia pronta a colpirvi senza mezzi termini. Lo stile della band sembra ancor più efficace a questa tornata, un groove metal, con qualche pennellata di sano thrash metal, dal taglio moderno e diretto, fatto di chitarroni che sembrano chiamare al pogo o all'headbanging più sfrenato. Non un disco unicamente votato alla violenza, anzi, in "War Is The Answer" troviamo molta melodia, elargita con sapienza e cura, in modo da unire al meglio i due aspetti della band.

Tutto condotto con mano più che sicura, sciorinando brani dalle strutture ordinarie ma non per questo scontate. Qui sta la bravura di Zoltan e compagni, di saper dare alla luce un disco dal flavour molto americano, che sicuramente spopolerà nella miriade delle radio rock dei States, che sappia “far male” quando necessario e addolcire l'andamento con aperture di buonissimo gusto, ritornelli che si piazzano in testa sin dal primo ascolto, trovandosi ad esempio a proprio agio nella riuscitissima ballata "Far From Home", malinconica al punto giusto. Una ricetta apparentemente semplice, ma che per dare i frutti necessita di capacità, personalità, talento, ottime idee, accortezza nel dosare le influenze e nel presentare pezzi dalla durata oculata per centrare l'obiettivo, senza incappare il rischio di annoiare.

Ebbene con questo "War Is The Answer" vi annoierete molto difficilmente, tante sono le canzoni indovinate e la facilità di ascolto di questi ragazzi. Sta a voi togliere i paraocchi e non fermarsi davanti a qualche ritornello più melodico del solito (come nel singolo “Hard To See”). Questa è buonissima musica.



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