Fredrik Thordendal's Special Defects
Sol Niger Within

1997, Relapse Records
Thrash

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 28/03/09


"L'artista è il creatore di cose belle" - Oscar Wilde

Ho riflettuto a lungo per riuscire a trovare le parole adatte per poter iniziare questa mia recensione e non trovando la giusta ispirazione mi sono affidato ad una citazione che racchiude perfettamente la sensazione di estasi che emana questo disco. Dinnanzi a espressioni artistiche così potenti la razionalità critica dell'uomo viene sopraffatta dal senso di contemplazione e di abbandono. Non credo di esagerare nel caricare di enfasi questa breve introduzione, sto solo traducendo nel modo più congeniale e comprensibile possibile quello che suggerisce il mio animo.

La sensibilità musicale di Fredrik Thordendal espressa senza limiti, libera di sfiorare la nostra mente come corde pizzicate in singhiozzanti assoli e libera di colpirci senza preavviso con imponenti distorsioni apocalittiche. Questo è Sol Niger Within, il progetto solista del principale compositore celato dietro al monicker Meshuggah, divenuto sempre più sinonimo di musica priva di ogni catalogazione. E non si può comprendere l'evoluzione musicale della band di Umea senza aver assimilato quest'opera che riprende, rielabora e anticipa numerose caratteristiche che Thordendal ha poi riversato nella sua band.

Questo disco è posto cronologicamente in uno snodo cruciale della discografia degli svedesi, ponendosi tra Destroy Erase Improve (1995) e Chaosphere (1998) . A mio avviso è a questo punto che i Meshuggah cominciano ad intraprendere un percorso del tutto personale, distanziandosi via via sempre più nettamente dall'etichetta "cyber thrash" e dai gruppi con cui condividevano questa definizione. Sol Niger Within è una sorta di prototipo, nel quale possiamo ritrovare numerose caratteristiche che sono poi diventate innovazioni in tutto e per tutto nei dischi successivi a questo. Per prima cosa quest'album è strutturato in un unico monolite di quasi tre quarti d'ora suddiviso in trenta tracce, che anticipa le ultime prove su disco quali I e Catch 33. Inoltre il tema della circolarità e dell'ossessività, il continuo fluire di momenti diversi senza interruzioni, vede in Sol Niger Within i primi vagiti di quello che sarà un trademark della band svedese. Altri elementi introdotti sono il taglio più industriale affidato alle chitarre, che si pongono a cavallo fra Destroy Erase Improve e Chaosphere, i primi accenni ad un netto rallentamento del mood generale delle composizioni, portati a compimento con Nothing, e l'utilizzo di spoken vocals (eseguite anche qui da Tomas Haake); oltre a tutto questo ci sono gli eterei assoli di Thordendal, i principali protagonisti del disco, un vero e proprio campionario virtuosistico in cui si possono riconoscere temi e passaggi che compariranno nei dischi futuri degli svedesi . Un lavoro ricchissimo che ha in serbo altre piccole sorprese che non sono ancora state ancora sviluppate, come l'utilizzo massiccio di synth, di elettronica e di strumenti inusuali come sax e organo.

Ma a prescindere da qualsiasi disamina, la carta vincente di Sol Niger Within è la forza con cui rapisce l'ascoltatore, la capacità di liberare e aprire completamente la mente e lasciarsi trasportare dalla musica senza badare troppo a quello che si sta ascoltando. Ecco è questo che io intendevo dire nell'introduzione di questa recensione; una volta catturati dalle vibrazioni emesse dall'album si è come inerti, in completa balia di composizioni che riescono ad essere estremamente emozionali nonostante si sviluppino su coordinate diametralmente opposte. Grazie ad un approccio maggiormente votato a temi jazz/fusion rispetto alla componente metal in senso stretto, Thordendal riesce a coprire un vasto spettro di sensazioni che con i Meshuggah non potrebbe mai raggiungere. Un senso di estraniazione, di annichilimento, di solitudine... Provate ad ascoltare ad occhi chiusi brani come I, Galactus, UFOria, Bouncing In A Bottomless Pit, Magickal Theatre .33. (tanto per citarne alcuni), e vi assicuro che tutto quello che vi circonda perderà completamente valore, vi ritroverete a contatto con la parte più profonda di voi stessi, un percorso mentale sublime e doloroso che metterà a nudo le vostre debolezze, paure e speranze.

Un progetto solista che ha però richiesto la partecipazione di numerosi musicisti, ognuno dei quali si è espresso (manco a dirlo) su livelli eccelsi, su cui spicca la spettacolare prestazione alla batteria di Morgan Agren, che ha collaborato in carriera con artisti del calibro di Fank Zappa e Steve Vai. Come anticipato sopra, dei suoi "meshuggheners" è stato chiamato solo Haake, che ha prestato la sua voce in uno dei parecchi inserti di spoken vocals del disco. La parte del leone è ovviamente affidata a Fredrik Thordendal, semplicemente sublime, qui in veste anche di produttore (che ovviamente centra tutto il sound sulle proprie evoluzioni chitarristiche). Non chiedetemi poi di parlare dei testi, psichedelici e introspettivi (come del resto l'artwork), impreziositi da parecchie citazioni di Dante, Beckett, Platone, Hesse e altri, come a voler guidare l'ascoltatore all'interno dei numerosi brani strumentali.

Spero di essermi dilungato eccessivamente, tutte le parole del mondo non basterebbero a descrivere la profondità di questo disco. Il voto che vedete là sotto è solo per dovere editoriale, Sol Niger Within è uno di quei rari casi in cui le valutazioni hanno ben poco significato.



01. Antanca - The End (The Uncompounded Reality)

02. 00:00 The Beginning Of The End Of Extraction (Evolutional Slow Down)

03. 01:36 The Executive Furies Of The Robot Lord Of Death

04. 03:04 Descent To The Netherworld

05. 03:34 ...Och Stjärnans Namn Var Malört

06. 05:28 Dante's Wild Inferno 

07. 06:27 I, Galactus

08. 07:56 Skeletonization

09. 08:11 Sickness And Demoniacal Dreaming

10. 09:17 UFOria

11. 09:56 Z1-Reticuli

12. 12:48 Transmigration Of Souls

13. 14:16 In Reality All Is Void

14. 14:46 Krapp's Last Tape

15. 16:02 Through Fear We Are Unconscious

16. 17:01 Death At Both Ends

17. 18:00 Bouncing In A Bottomless Pit

18. 19:14 The Sun Door

19. 20:46 Painful Disruption

20. 21:15 Vitamin K Experience (A Homage To The Scientist/John Lilly)

21. 22:12 Cosmic Vagina Dentata Organ

22. 26:55 Sensorium Dei

23. 30:37 Magickal Theatre .33.

24. 32:27 Z2-Reticuli

25. 35:19 De Profundis

26. 35:49 Existence Out Of Joint

27. 37:03 On A Crater's Verge

28. 38:17 Solarization

29. 40:07 The End Of The Beginning Of Contraction (Involutional Speed Up/Preparation For The BigCrunch)

30. 40:23 Tathagata

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