Esoteric
The Maniacal Vale

2008, Season Of Mist
Doom

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 29/09/09

Recensione a cura di Salvatore Blandizio

Il mondo della disperazione, la mania di evidenziare piani esistenziali a noi sconosciuti, erranti, come l'acerba paura nei confronti dell'ignoto...  Nella civiltà occidentale, l'abisso che si interpone fra il cuore e la mente ha raggiunto profondità enormi. Nel cuore risiede l'arcana percezione dell'esistenza di un'immensità lontana; esso aspira a verità più elevate di quelle che possono essere percepite con il solo ausilio della mente. L'anima anela alla propria liberazione, al raggiungimento degli eterei pinnacoli dell'intuizione umana, ad immergersi nella sorgente eterna della luce e della saggezza spirituale, ma le concezioni scientifiche, nel corso dei secoli, le hanno tarpato le ali. E' una dicotomia, questa, che possiamo rileggere nelle teorie e nelle liriche degli Esoteric, le quali si concentrano essenzialmente sulla misantropia, sull'infinità dello spazio e l'isolamento dell'anima.


Dopo aver confermato il proprio prestigio nel panorama estremo, grazie ad album del calibro di "Metamorphogenesis", i Nostri vengono oggi considerati come una band di culto tra gli esponenti della scena doom dal malto più estremo e catastrofico. La musica del sestetto, che da sempre si evolve in maniera particolare, e la sua incredibile espressività permettono all'ascoltatore d'immedesimarsi in luoghi oscuri immersi nel buio più tetro.


"The Maniacal Vale", opera che vede la luce a quattro anni di distanza dal precedente album "Subconscious Dissolution Into The Continuum", confermando la band su livelli di assoluta magnificenza, è la prova lampante dell'assoluta validità del lavoro svolto dai britannici e dell’innato talento che anima le gesta di questi musicisti. La line-up, formata da Greg Chandler (voce e chitarra), Gordon Bicknell (chitarra), Mark Bodossian (basso), Oliver Goyet (tastiera), Joe Fletcher (batteria) e Kris Clayton (chitarra), ci accompagna in un viaggio oscuro, verso i recessi di una mente che giace nei sobborghi intrinseci della spiritualità. L'abisso, il terrore, la follia: quadri esoterici ne fanno da cornice, mostrandoci il luogo nel quale le paure dell'uomo, con la potenza della loro audacia, si manifestano. Qui, il cuore avrà modo di affrancarsi dai legami terreni ed appagare i propri desideri.

In quest’ottica, "The Maniacal Vale" rappresenta tutte le cose che esorbitano dai sensi e dal mondo, quando tale regno viene messo in discussione, quando le reazioni spirituali evacuano nell'immortale scintilla divina, creando scompiglio tra realtà ed immaginazione. Non a caso, l'album è caratterizzato da riverberi di dolore che pesano come un macigno, colossi di venti minuti che poggiano le proprie fondamenta su strutture ritmiche asfissianti ed arpeggi lentissimi: una sarabanda mortuaria che quasi immortala l'atrocità claustrofobica immersa nell'anima.


"Circle" e "Beneath This Face" sono la rappresentazione mistica dell'oscurità disseminata tra frammenti di disperazione, nel vuoto più assoluto. Lontane chitarre fanno da coro, come in una danza funebre prigioniera del suono di tastiere sommerse da una sorgente eterna, come una porta che si apre verso un mondo superiore, un mondo che va ben oltre la percezione dell'individuo. Per noi, privi di quella sensibilità che potrebbe portarci ad una spiritualità che vada ben oltre alle possibilità concesseci, esso è qualcosa d’inesistente ed incomprensibile. La luce ed il colore lo avvolgono, e per questo non riusciamo ad intravederlo.


"The Maniacal Vale" non è solo un viaggio occulto, dunque, ma un’opera ricca di pathos, un’alchimia di suoni e colori che pesca nel funeral doom e nella darkwave, spaziando tra sonorità prevalentemente ambient e sfuriate che tanto devono al death metal più classico. Un album che accarezza l'ignoto, lo culla, lo accompagna in un sogno eterno; una lenta e lunga marcia che si tramuterà, inevitabilmente, in dolore. Il dolore che indebolisce l’uomo, che lo distoglie dalla realtà.
Il terrore e l'oscurità diverranno la musa dell'evoluzione dello spirito.





01. Circle
02. Beneath This Face
03. Quickening
04. Caucus Of Mind
05. Silence
06. The Order Of Destiny
07. Ignotum Per Ignotius

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