Job For A Cowboy
Demonocracy

2012, Metal Blade Records
Death Metal

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 19/04/12

Sono incazzatissimi, tecnicissimi, giovanissimi, vengono dall’Arizona, si sono fatti conoscere per un ep, “Doom”, che ha destato tanto clamore da prenderli sotto l’ala protrettrice della Metal Blade, hanno esordito sulla lunga distanza con uno dei dischi di genere più riusciti degli ultimi anni, quel mostruoso ibrido death/core intitolato “Genesis”... A questo punto ogni appassionato che si rispetti deve per forza aver capito che stiamo parlando dei Job For A Cowboy.

Terzo album in studio per gli americani, freschi di un doppio cambio di line-up che non ne ha minimamente scalfito il tiro e la perizia strumentale, anzi, a giudicare dal basso di Nick Schendzielos (Cephalic Carnage) potremmo dire che i nostri ci hanno persino guadagnato, tanto da chiederci cosa mangino in America per suonare death in questo modo. Stupore a parte, il nuovo “Demonocracy” riprende il discorso dal precedente “Ruination”, purtroppo abbandonando definitivamente le radici “core”, identificabili più che altro nelle sfumature del cantato di Jonny Davy ed entrando di petto nel pianeta del death tecnico e brutale di stampo moderno. Diretti come dragster alla massima velocità eppure sempre incredibilmente arzigogolati, i ragazzi inanellano una sfilza di cambi di regime e stop and go da cefalea fulminante, un sound vorticoso che giova di una produzione fin troppo pulita, ma quasi necessaria per far risaltare le acrobazie strumentali.

Poche novità rispetto al passato, sicuramente una migliore stesura dei brani, sempre troppo costruiti per un ascolto “rilassante” (i Job For A Cowboy richiedono sempre la vostra totale attenzione), maggiormente organici e meglio bilanciati. Una band che meriterebbe di emergere dallo sterminato mercato odierno, sovraffollato di formazioni che non potrebbero neppure avvicinarsi ai nostri, ma che per sfondare definitivamente dovrebbe compiere ancora due piccoli passi: riuscire a mantenere la stessa (strepitosa) qualità per tutta la tracklist e capire che a volte è la semplicità la cosa più difficile da ricercare. Fatto questo, la strada per i Job For A Cowboy sarà tutta in discesa.



01. Children of Deceit

02. Nourishment Through Bloodshed

03. Imperium Wolves

04. Tongueless and Bound

05. Black Discharge

06. The Manipulation Stream

07. The Deity Misconception

08. Fearmonger

09. Tarnished Gluttony

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