Lonewolf
Army Of The Damned

2012, Napalm Records
Power Metal

Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 10/04/12

Sembra che ultimamente il power metal stia vivendo una sorta di rinascita. Ovunque uno si gira, una nuova band power o epic spunta dal nulla (o dall'underground) e giunge al grande pubblico. Oggi prendiamo in considerazione i francesi Lonewolf, che tornano sulle scene mondiali a tre anni dal precedente “The Dark Crusade”, con il nuovo full length “Army Of The Damned”. La band si è formata ormai ventuno anni fa, è reduce di uno split alla fine degli anni 90 e parecchi cambi di line-up ed è approdata in casa Napalm Records giusto in tempo per la nuova pubblicazione.

Cosa abbiamo di fronte? Un album heavy/power classico: belle schitarrate, doppio pedale e melodie velocissime sostenute da chitarra e voce, prevalentemente. Non c'è nulla di nuovo, nessuna rivoluzione sonora o tematica da segnalare in “Army Of The Damned” (secondo album uscito nel 2012 con “Damned” nel titolo tra l'altro – coincidenza?), almeno nulla di così eclatante da essere menzionato. Però questo non è un difetto. Almeno non questa volta. I francesi riescono a mettere in piedi un bel circo a tre piste con quattro elementi classici conditi con un po' di tamarraggine e ironia di cui è testimone il ritornello dell'opener “Lonewolf”, che si ispira e fa un po' il verso ai Manowar di qualche anno fa con la frase “we will defend true metal till the end”.

In un primo momento, magari a causa di un ascolto distratto e poco attento, si potrebbe considerare l'opera un disco noioso e di pochissimo conto nella miriade di uscite che costellano il mondo del metal nel corso di un anno; invece ad ascoltarlo bene, questo è a tutti gli effetti un lavoro estremamente piacevole e, come appunto già detto, tamarro nel senso buono del termine, non a livelli esagerati ma ha quel tocco necessario a intrattenere il pubblico. Alcuni brani, infatti, sembrano fatti apposta per essere cantati in sede live, come “Crawling To Hell”, nella quale è quasi impossibile non mettersi a canticchiare assieme alla voce roca e baritonale del cantante, o anche “Army Of The Damned”, pezzo pieno di catch-phrase e con una melodia di fondo particolarmente ispirata. Assieme alla velocità però troviamo anche attimi più lenti, come la sesta traccia “Celtic Heart”, che anche grazie alla sua posizione mediana all'interno della tracklist, si presta ad essere ricordata con particolare attenzione, un mid-tempo che accelera man mano che scorrono i minuti (sei in totale), melodico ma incisivo allo stesso tempo. Probabilmente questa è la traccia migliore assieme alla velocissima e spietata “Cold”.

Certo non siamo di fronte alla release perfetta, tanto meno ai nuovi Helloween o Running Wild (due delle band che più riecheggiano ascoltando i Lonewolf), perché manca ancora qualche accorgimento qua e là. Una soluzione potrebbe essere dare un suono un po' meno secco alla chitarra, che per colpa di una distorsione esagerata ha la tendenza a trasformarsi in una motosega fastidiosa soprattutto nei momenti più veloci, o a livello di testi dare una spolverata ai temi tipici del genere, che alla lunga risultano un po' stantii e ripetitivi, ma sicuramente gli amanti del power e dell'heavy non potranno che gioire davanti ad “Army Of The Damned”.





01. Lonewolf
02. Crawling To Hell
03. Army Of The Damned
04. Hellbent For Metal
05. Soulreapers
06. Celtic Heart
07. The Last Defender
08. Cold
09. The One You Never See
10. Tally Ho
11. One Second In Eternity

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