Hackneyed
Burn After Reaping

2009, Nuclear Blast
Death Metal

Recensione di Riccardo Calanca - Pubblicata in data: 04/09/09

"Burn After Reaping" è un titolo che non lascia presagire nulla di melodico e di tollerante, e come volevasi dimostrare, eccoci di fronte una band particolarmente estrema. Gli Hackneyed sono una vera e propria rivelazione, una formazione incredibilmente giovane, in cui l’età media dei membri oscilla tra i sedici e i diciassette anni, che ha esordito nel mondo del death metal con “Death Prevails” solamente un anno fa, nientemeno che per Nuclear Blast! Niente male come trampolino di lancio, fin troppo elevato oserei dire, poichè con la proposta musicale degli Hackneyed si può arrivare molto lontano, ma si rischia anche di fare un bel buco nell’acqua. Tutto dipende dalla risposta del pubblico amante dell’ala estrema e old school del death metal, di quella scuola che tuttora è capitanata da band del calibro di Suffocation, Autopsy e i soliti e immancabili Cannibal Corpse.  "Burn After Reaping" è il secondo capitolo della band tedesca, ancora una volta per Nuclear Blast Records. La band sembra avere tutte le carte in regola per sfondare, forti di una super promozione che ha permesso ai nostri di esibirsi nei maggiori grandi festival europei come Summer Breeze, With Full Force e Metal Camp!

Ma dov’è l’inghippo? La musica degli Hackneyed non è nulla di nuovo. Per l’età che hanno posso asserire, con meraviglia, che si tratta di una band prodigiosa, ma i brani sembrano tutti uguali, nessuno mi esalta appieno e alla lunga il disco può apparire noioso, complice anche una scaletta molto lunga. L’ottimo growl del singer Philipp Mazal cerca di trascinare una band che sembra inseguirlo senza mai raggiungerlo. Le chitarre sono il vero punto debole del gruppo: solo in alcuni passaggi le sento convincenti e rocciose ma in generale scorrono abbastanza piatte e prive di quello spessore richiesto da questo genere di musica: sono fin troppi i riff che appaiono sbiaditi e poco potenti, a volte decisamente ridicoli.

Comunque sia, "Burn After Reaping" non è affatto da buttare via completamente, è un disco che si inserisce in una realtà molto competitiva, su strade fin troppo battute, ma per un amante del death metal americano è senz’altro un disco piacevole, con qualche spunto interessante e molta cattiveria. Ciò che mi convince di più in questo gruppo è la performance vocale del cantante Mazal, che sa bilanciare growl e scream come solo i migliori professionisti sanno fare: eccezionale! Tutto il resto è da apprezzare senza osannare, evidentemente gli Hackneyed sono ancora sulla strada per trovare un sound più convincente e maturo, possono solo migliorare!



01. Burn...
02. Finger On The Trigger
03. Deatholution
04. Weed Flavoured Meat
05. March Of The Worms
06. Bloodshed
07. Redying
08. Kingdom of Thoughts
09. Home Meat Home
10. Putrid
11. Last Man On Earth
12. ...After Reaping

Intervista
Twilight Force: Alessandro Conti (Allyon)

Recensione
Equilibrium - Renegades

Recensione
Slipknot - We Are Not Your Kind

LiveReport
Metal for Emergency 2019: Anthrax, Destrage & more - Filago 04/08/19

Speciale
Le rinascite di Bruce Dickinson

LiveReport
Hellfest 2019 Day 1 - Gojira, Dropkick Murphys and more - Clisson, Francia 21/06/19