Covered Call
Money Never Sleeps

2009, Blistering Records
Melodic Rock

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 25/06/09

C’è un bel riff pesante e melodico a trascinarti a forza nell’album di debutto della band svedese Covered Call, una band che pare mettere sin da subito le cose in chiaro, e difatti basta davvero poco per entrare in contatto col mood dell’iniziale “All Because Of Me”, ed il sorriso sulle labbra che spontaneamente nasce farebbe presagire di avere per le mani uno di quei begli album di hard rock melodico da pugno al cuore e voce convinta verso il cielo, proprio come accade sugli episodi più convincenti dei Bon Jovi o dei Van Halen.

Invece, già dalla successiva “Til’ The End” si avverte che l’irrobustimento hard rock della struttura ha qualcosa che non va, così come risultano interlocutorie tracce come “Never Again”, “I Wanna Be Free” e “What About Us”: tutte tracce che hanno sì melodia, ma non a sufficienza per poter rimanere stampate nella testa e nel cuore.

E’ questo il problema principale di “Money Never Sleeps”: il senso dell’occasione mezza sprecata, di essere ad un passo da un lavoro ottimamente significativo, forse addirittura eccelso, ma non sviluppato a dovere. In questo senso, spiace davvero vedere sfumato il ritornello killer di “Shine” (meravigliosa invocazione in crescendo così tipicamente eighties), oppure l’ampio respiro della melodia di “Nothing At All” (coadiuvata da un bel gioco di chitarre), o l’energia sferzante della title-track: tutte canzoni che, davvero, con un poco di sforzo in più avrebbero potuto rendere decisamente meglio.

Onestamente, non riesco ad essere più preciso nell’identificare questa sensazione, ed onestamente è anche forse la prima volta che mi capita di intravedere così tanto potenziale nelle canzoni, ma quasi completamente inespresso: forse un problema di ispirazione, forse la limitata capacità di scrittura della band (d’altronde, i membri sono tutti impiegati presso la borsa di Stoccolma, quindi sono più banchieri che musicisti. No, non sto scherzando: anche il monicker è il nome di una strategia borsistica!)…davvero, non so che dire se non che la sensazione è reale e tangibile.
La sensazione di trovarsi di fronte ad un album certamente godibile, ottimamente prodotto e cantato pure bene da Thomas Vikström (già all’opera per Candlemass e Therion), ma che non riesce ad andare oltre il compito svolto con sufficiente manierismo.
Consigliato almeno un ascolto a tutti gli amanti dell’hard rock melodico di stampo ottantiano, per tutti gli altri ci sono formazioni che saranno sicuramente nomi in grado di introdurre la proposta musicale con maggiore efficacia.



01.All Because Of Me
02.Til’ The End
03.Shine
04.Never Again
05.Anything You Want
06.I Wanna Be Free
07.Nothing At All
08.Money Never Sleeps
09.What About Us
10.Let’s Make It Real

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