Jorn
Spirit Black

2009, Frontiers Records
Hard Rock

Il ritorno discografico di una delle voci più belle di tutti i tempi

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 15/06/09

Jorn Lande è considerato assieme a Steve Lee (Gotthard), perlomeno da chi scrive, il miglior cantante europeo in circolazione. Se Steve ha dalla sua un gruppo e un songwriter (Leo Leoni) che sfruttano al massimo la sua voce offrendogli brani di caratura storica, non si può affermare lo stesso per il biondo lungo-crinito norvegese che coi suoi album solista non è mai riuscito ad esprimere il grande potenziale come fece prima nei Masterplan, nei Millenium, negli Ark e da poco nel progetto Avantasia di Tobias Sammet. Siamo alle solite, perché non basta avere una voce e un’impostazione “top class” se poi hai una fragile base sonora: per questo motivo “The Duke”, “The Gathering” e “Lonely Are The Brave” non hanno mai convinto in senso strettamente artistico.


Preambolo che mi consente di introdurre al meglio il nuovo arrivato, “Spirit Black”, disco che tralascia le sperimentazioni alternative (deleterie se introdotte in un genere così standardizzato) e ammette soltanto soluzioni classiche che, tra l’altro, sono quelle che competono all’interprete scandinavo. Ne giova di conseguenza Jorn, che incarna alla perfezione lo spirito Hard Rock, ne giovano gli ascoltatori ai quali non resta che rimanere attoniti di fronte ad una performance vocale del genere.

“Spirit Black” è un ricco archivio di musica rock che rievoca i gloriosi mostri del passato, dai Whitesnake di David Coverdale (pallino di Jorn) ai Rainbow di Ritchie Blackmore, inoltre segnaliamo l’aggiunta di qualche piccolo dettaglio moderno che nel complesso non stona. La crescita dell’artista è rintracciabile lungo il percorso che ha inizio con la “title track” e finisce con l’imprevedibile cover del pezzo “I Walk Alone” di Tarja Turunen; si cerca di agevolare brani dal refrain semplice e diretto (“Rock And Roll Angel”, “Below”) e raramente sono concesse accelerazioni in “metal-style” anche perchè la potenza del sound e l’intensità della sezione ritmica non ne richiedono affatto. E poi, tanto tanto Jorn, una voce stellare al servizio (finalmente) di brani efficaci.


Non sarà un disco da inserire nella lista dei dieci che finiranno con voi sull’isola deserta, ma “Spirit Black” è un deciso passo avanti nell’anonima discografia solista di Jorn Lande, nonché uno dei migliori dischi hard rock usciti nel primo semestre 2009. Speriamo che questa ventata d’aria fresca abbia una riconferma nell’imminente ritorno dei Masterplan, album che prevede il reintegro del cantante norvegese.





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