Brides
Ocular.Unveil

2009, Visible Noise
Crossover

Recensione di Simone Castelli - Pubblicata in data: 13/05/09

Dalla loro formazione nel maggio del 2007, i Brides, band proveniente da Brighton, cittadina sulla costa meridionale dell'Inghilterra, hanno da subito colpito il mondo musicale dividendo il palco con band come A Wilhelm Scream, Gallows e molti altri. L'inserimento del vocalist Max D'albiac ha portato il gruppo a firmare con l'etichetta Visible Noise (Bring Me The Horizon, Lostprophets, Bullet For My Valentine) e a breve distanza la pubblicazione del loro album d'esordio "Ocular.Unveil".


Visti i gruppi solitamente rappresentati da questa casa discografica, non sempre tra i miei preferiti, ammetto di aver avuto un po' di preconcetti prima di partire con l'ascolto del cd. Il primo suono che raggiunge l'ascoltatore è quello di un leggero pianoforte e subito di seguito un cantato "strascicato" che non fa altro che aumentare l'intensità delle preoccupazioni sopracitate. Il primo brano, "Beholder" si chiude in due minuti con uno scream del cantante che mi lascia non poco perplesso; dalla seconda traccia, "Serpent, I'm nothing but your anchor", finalmente si capisce di che pasta sono fatti i ragazzi. L'energia del loro sound mi investe, lasciandomi completamente spiazzato. Mi chiedo che genere di musica stia ascoltando, è difficile descriverla, è un ampio mix con influenze punk, metal, prog e hardcore; una miscela esplosiva ben eseguita. Le tracce in cui meglio si identifica le potenzialità del gruppo sono "The cold wealth" e "Carcinoma". I cambi di ritmica sono repentini e si passa dalla violento al melodico in una frazione di secondo, ma altrettanto velocemente il tutto finisce. Le otto tracce di cui è composto l'album si esauriscono in meno di 25 minuti.


La sperimentazione è il loro punto di forza, ma col tempo potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Il mix presentato ha ottime potenzialità e può attirare a sé un pubblico molto vasto, ma non si sa certo a cosa può portare una continua evoluzione o una deprimente mono-tonicità. Ora questa miscela presenta già alcuni punti deboli, come il volersi concentrare molto sulle liriche (influenza della corrente emo) a discapito dell'interpretazione musicale. I Brides ci sanno fare e, se sapranno trovare il giusto compromesso nel loro mix, faranno strada; per ora sono una nuova band con molte potenzialità, ma che ancora molto deve imparare.





1.Beholder

2.Serpent, I'm nothing but your anchor

3.Endless sea of Dirac

4.The cold wealth

5.Eye despise the faceless

6.Carcinoma

7.Frank West

8.Velvet ground

Speciale
Sei valide ragioni per partecipare al Copenhell

LiveReport
Sziget 2019: la 27esima rivoluzione dell'amore - Budapest 07/08/19

Intervista
Twilight Force: Alessandro Conti (Allyon)

Recensione
Equilibrium - Renegades

Recensione
Slipknot - We Are Not Your Kind

LiveReport
Metal for Emergency 2019: Anthrax, Destrage & more - Filago 04/08/19