For Selena And Sin
Overdosed On You

2008, Mascot Records
Gothic

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 09/05/09

Overdosed On You” è l’album di debutto dei finlandesi For Selena And Sin ed il genere proposto è il gothic metal. Ok, aspettate a sbuffare, alzare gli occhi al cielo o chiudere la pagina del vostro browser: potreste rimanere piacevolmente sorpresi da quello che questi ragazzi hanno da dire.

A livello di suoni, questa band ricorda molto da vicino il dark metal dei Moonspell periodo “Darkness And Hope”, incrociato alla matrice goth-pop dei primi Gathering (per quanto riguarda il goth) e degli ultimi Theatre Of Tragedy (per quanto riguarda il pop). Sì, mi rendo perfettamente conto che stiamo parlando di una band dalla proposta originale quanto la pioggia d’autunno, oltretutto in un periodo decisamente inflazionato di gothic metal bands… Eppure i For Selena And Sin riescono comunque a catturare l’attenzione, anche quella dell’ascoltatore più smaliziato.
A rendere questo debut album così interessante è senza dubbio sì la buona capacità compositiva della band, ma anche l’interpretazione davvero sentita della cantante Annika: non di certo una pin-up girl da copertina, ma, altrettanto sicuramente, un’ugola calda in grado di veicolare con molta cristallinità dense emozioni nell’ascoltatore.

Tra le tracce più riuscite del lavoro si devono assolutamente menzionare l’opener “Who’s Behind The Door” (classico biglietto da visita che in 4 minuti racchiude i restanti 40 del cd), l’anomalo singolo “Ghost In The Family” (scelto non tanto per ruffianaggine della composizione quanto, piuttosto, per un ritornello davvero ipnotizzante), “Jubileum Of My Sorrow” (la migliore dell’intero album per chi scrive: semplicemente impossibile resistere a quel vortice di melodia che pare infinito e sorregge tutta la canzone), “Million Miles High” (questa sì che è la canzone più ruffiana del cd, quella più smaccatamente Lacuna Coil d’ultima generazione) e “Draining” (una canzone che pare aver detto tutto in un minuto, salvo poi esplodere nella parte finale, lasciando piacevolmente attonito l’ascoltatore).

Sono, invece, trascurabili “Heal” e la conclusiva semi-strumentale “Happy New Year”.
Le restanti “Lost Like Dreamers Are”, “Satellites” e “A Rain Tonight”, invece, sono le canzoni, se vogliamo, più difficili da assimilare appieno, quelle che richiedono un po’ d’attenzione in più, ma non per questo non sono in grado di donare soddisfazione.

A livello di suoni, abbiamo una produzione affidata ai mitici Finnvox Studio sorprendentemente buona, specialmente se consideriamo che questo è il primo lavoro di una band praticamente sconosciuta sulla quale l’etichetta Mascot Records evidentemente punta molto.

Questo non è certamente un album perfetto e, come già detto, non è neanche troppo originale; eppure, c’è del pulsante talento in questa band: quel talento che ti fa attendere con trepidazione il secondo (imminente) album, e che ti fa pregare che costoro non siano l’ennesima cometa “tutto fumo e niente arrosto” a varcare gli oramai affollatissimi cieli del gothic metal.
Il quadro dei For Selena And Sin è meravigliosamente cupo ed allo stesso tempo estremamente godibile. Sarebbe davvero un peccato non fermarsi per un secondo a contemplarlo.



01. Who’s Behind The Door
02. Lost Like Dreamers Are
03. A Rain Tonight
04. Heal
05. Ghost In The Family
06. Jubileum Of My Sorrow
07. Satellites
08. Million Miles High
09. Draining
10. Happy New Year

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