Fuoco Fatuo
Our Elegy

2006, New LM Records
Power Metal

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 09/04/09

Interessante il percorso compositivo intrapreso dai nostri Fuoco Fatuo.
Se, da un lato, l’esordio discografico, "Tenebra’s Dream", li aveva in qualche modo compressi all’interno di un’etichetta piuttosto ordotossa, con "Of Light and Dark" e, soprattutto con questo "Our Elegy", che contiene materiale nuovo e vecchio rimasterizzato, il gruppo esce dagli schemi auto-imposti e riesce a concepire un prototipo di power-prog metal futuristico a dir poco stuzzicante.

I dichiarati punti di riferimento si estendono ai soliti noti, Iron Maiden, Dream Theater, Blind Guardian, Symphony X, Nevermore ma, se la band mi consente, la miscela definitiva non è accostabile a nessuno dei nomi appena menzionati o perlomeno, non in modo così diretto. Siamo approdati al cospetto di un nuovo sotto-genere?

Non ancora, ma la strada imboccata è quella giusta. Le imperfezioni sono molteplici ed i punti di contatto con la superficialità artistica della scena underground non sono ancora svaniti, come invece, avrebbero dovuto o avremmo voluto.
Numerosi i passaggi atmosferici ricreati attraverso gli arpeggi delle chitarre acustiche e, sebbene la prova vocale di Angelo Ferrante sia ancora lontana dal poter essere considerata professionale, il cantante dimostra la concretezza necessaria ed una certa dimestichezza nell’interpretare in modo corretto le liriche assegnategli, non proprio semplici a dire il vero.

Il contrasto alla melodia è dettato da una chitarra elettrica settata per falciare, quando occorre, tutti gli altri strumenti ed è lo stesso Giangabriele Lo Pilato, già all’opera con la predetta acustica, a manovrare suddetto potere.
Tra i momenti più significativi, spicca l’apertura “spaziale” di Messiah ma, come da contrappeso, Last Illusion, suite di chiusura, disintegra il discreto lavoro fatto sin lì con una discutibilissima  selezione di backing vocals e, più in generale, attraverso cori sconcertanti.
La band alterna passaggi quasi geniali ad altri sgradevoli e talvolta imbarazzanti, Our Elegy a rappresentare i primi, Endless Rhymes a sostenere (purtroppo) i secondi, il tutto enfatizzato da una produzione non all’altezza.

I Fuoco Fatuo tendono a precisare che la simbiosi tra musica e testi è fondamentale sottolineando che nulla di ciò che da essi è stato scritto, ha a che vedere con draghi, spade e principesse da salvare.
Beh, cari ragazzi, e mi rivolgo a voi in prima persona, non c’è bisogno di prendere le distanze da certe tematiche quasi come fosse qualcosa del quale schifarsi a prescindere; d’altronde i testi che avete scritto, pur non trattando argomenti fantasy, rimangono, a differenza della musica proposta, non ancora sufficienti.

Un disco che alterna momenti di luce accecante ad altri di buio claustrofobico, è ancora lontana la strada del successo ma le fondamenta, per ora, reggono.



01.Messiah
02.Of Light And Dark
03.Our Elegy
04.Humana Hutopia
05.Tenebra’s Dream
06.Endless Rhymes
07.My Shadow’s Fate
08.Last Illusion

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