Children Of Bodom
Trashed, Lost & Strungout

2004, Spinefarm Records
Death Metal

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 09/04/09

Finalmente riesumati dalle calde ceneri del deflagrante Hate Crew Deathroll, i Children of Bodom tornano sulla scena per mostrare con questo "Trashed, Lost & Strungout", ep che precede il new album di prossima uscita, che la loro furia non si è certo arrestata con l’ultima produzione.
L’aggressività divulgata in questo lavoro è pari alla goliardia offerta dalla band nell’incredibile e spassosissimo video della durata di 20 minuti scarsi del quale vi consiglio l’immediata visione non appena il freesby argenteo sarà collocato e lanciato tramite tasto “play” nell’apposito lettore: gli “squattrinati” Lahio & Co vi attendono infreddoliti in una Finlandia innevata e sul ghiacciato Lago Bodom (adibito a parco giochi) nel quale, tra insane bevute di Vodka, giochini infantili di gruppo e “colte” conversazioni, si preparano ad incidere un nuovo singolo i cui ricavati andranno dritti dritti nelle tasche del manager della Spinefarm costretto a prestar loro denaro a causa della perdita impropria degli strumenti musicali…

Bene, la vena sarcastica del quintetto scandinavo si conclude qui.

L’indurimento del suono delle chitarre che appaiono più “sporche” del solito ed un refrain Raining Blood style imperversano nella prima dozzina di secondi dell’inedito Trashed, Lost & Strungout; quattro minuti di adrenalina allo stato puro (supportati oltretutto da un ottimo video) che evidenziano la violenta prestazione vocale di Alexi “Wildchild” Laiho tornata ai livelli selvaggi di Hatebreeder e tendenzialmente più ruvida di quella ascoltata nei precedenti Hate Crew Deathroll e Follow The Reaper.
Il singolo pecca sul profilo compositivo eguagliando e non superando quello delle title track degli album precedenti trasmettendo un senso di dejà vu a tratti sgradito.
Perfetti i suoni, gli arrangiamenti ed in generale la prova tecnica fornita dai componenti della band (ed in particolare la performance di Warmen, il tastierista), caratteristiche confermate nel mid-tempo Knuckleduster, brano atipico costituito da un imponente muro sonoro e scandito da una sezione ritmica thrasheggiante e che prevede al centro di esso un micidiale solo di chitarra tutt’altro che inopportuno. Da apprezzare la scelta (azzeccata) di proporre qualcosa che esca fuori dalle rime.
I “Bambini di Bodom” sfornano altri due pezzi inediti rappresentati dalle cover di Bed Of Nails di Desdmond Child, Alice Cooper & Diane Eve Warren e She is Beautiful di Andrei F. Wilkes Krier. Grintosa e roboante e la prima, punkeggiante ed allegra la seconda ma entrambe qualificate da un ottimo gusto per la scelta degli ingredienti sonori atti a costituire il risultato finale.

In commercio ad una cifra relativamente bassa che si aggira tra i 7 e i 10 euro, il nuovo singolo dei Children of Bodom è un acquisto fondamentale per gli appassionati che possono momentaneamente placare con un breve ma gustoso antipasto la fame riservata al piatto forte simboleggiato dall’imminente quinto album in studio della band.
Le premesse per un menù ricco di portate deliziose ci sono tutte ed Alexi Laiho difficilmente tradisce le aspettative.



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