Antigama
Resonance

2007, Relapse Records
Grindcore

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 27/03/09

Due anni dopo Zeroland, riappaiono con un full-length i polacchi Antigama, che presentano oggi il quarto lavoro, Resonance, debutto discografico per la label americana Relapse Records.

Come prevedibile i nostri si mantengono su coordinate grindcore con una vena sperimentale, dando vita a un disco dai toni dissonanti, con un riffing nervoso e convulso, tanto da rendere ostico l'ascolto di Resonance almeno ai primi passaggi. A ben vedere, gli Antigama, sotto la coltre di suoni sintetici e frammentati, non fanno molto altro che riportare ai giorni nostri i fasti del sound di stampo Napalm Death, riprendendo le tipiche sfuriate della band di Birmingham, e arricchendole di soluzioni tecniche che, a mio avviso, invece di arricchire la proposta, la affossano notevolmente.

Anche perchè si percepisce subito, che di sperimentale in Resonance non vi è molto, se non per la volontà del quartetto polacco di donare un mood "industriale" e imprevedibile ai brani, senza però convincere appieno, ponendosi a metà strada tra la voglia di stupire e la volontà di assalire l'ascoltatore. Quindi un disco tutto sommato né carne né pesce, privo della violenza tipica del genere e dai tratti sperimentali non sempre riusciti. Un discorso che si estende a tutte le tracce del lavoro, che non provocano particolari sussulti, tranne la particolare Barbapapex, un brano strumentale dal gusto jazzato che avrebbe potuto essere la colonna sonora di un videogioco della fine degli anni ottanta.

Poco altro da segnalare per un'uscita che non verrà ricordata a lungo, neanche dagli ascoltatori più appassionati. Il debutto su Relapse andava sfruttato meglio.



1. Pursuit

2. Seismic Report

3. Ecstasy

4. Neutral Balance

5. Order

6. Pending

7. Remembering Nothing

8. Barbapapex

9.Psychonaut

10. No

11. After

12. By and by

13. Shymrok

14. Types of Waste

15. Asylum

16. Unreachable

17. Stars

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