Crashdiet
The Unattractive Revolution

2007, Universal Music
Hard Rock

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 09/04/09

Freschi vincitori degli Swedish Metal Awards 2008 nella categoria “Glam/Sleaze” grazie al disco che andremo a commentare più avanti, i Crashdiet si lasciano alle spalle una situazione asfittica, avvilente: la prematura scomparsa del cantante Dave Lepard, morto suicida, sconfitto da depressione e da abuso di droghe.
"The Unattractive Revolution" è un album commemorativo che assume un significato ancor più profondo: è la tenacia di una band che non si è lasciata andare, è la vittoria della musica sulla tragica realtà, è il primo chiaro sintomo di una rinascita “quasi” compiuta.

Oliver Twisted è un degno sostituto, un ragazzo che fa di tutto per mettersi in mostra, dapprima accentuando le tinte fosche del suo canto intenzionalmente “psicotico”; un cantato che si addice alle sonorità radiose e allo stesso tempo eversive del disco in questione.
Glam, Sleaze Rock e Hard Rock per un lavoro che richiama a gran voce Hardcore Superstar, Lordi, Twisted Sister e che battaglia a suon di “riff assassini” con gli esordienti Hell n’ Diesel e Crazy Lixx, perdendo però ai punti.
Che spirito e ispirazione non siano ai livelli massimi è evidente e altrettanto comprensibile. Ad ogni modo, non stiamo parlando di un gruppo di ingenui e certe “finezze”, sia nel songwriting che nella scelta dei suoni, rendono The Unattractive Revolution estremamente efficace per un ascolto spensierato e disteso, quando basta per goderselo, per esempio, durante una tratta autostradale. La produzione? Impeccabile, se poi pensate che chi ne cura i diritti è una major come la Universal…

Tra i brani da segnalare il singolo In The Raw, che sembra essere il più riuscito insieme ai centrali Die Another Day e I Don’t Care, vibranti, brillanti, una cascata di note che hanno l’obiettivo (e lo centrano) di “smuovere” anche il più pacato degli ascoltatori: una “concreta” carica di energia. Il resto scivola via senza destare chissà quali impressioni, pur presentando i connotati di una proposta allettante.

Ho la sensazione che il pubblico di casa, però, scegliendo di votare i Crashdiet a danno degli agguerriti concorrenti, sia stato mosso più dalla commozione per la scomparsa di Dave Lepard che per il valore intrinseco di The Unattractive Revolution che, chiariamo, è un disco apprezzabile ma leggermente inferiore a quelli dei parigrado scandinavi, e inferiore allo stesso Rest In Sleaze, esordio del 2005.

In ogni caso, trattasi di dettagli: i gruppi svedesi ci hanno abituati bene e i Crashdiet mantengono alta la media. Rock & Roll Tonight!



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