Alchemist
Embryonics

2006, Relapse Records
Death Metal

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 27/03/09

Giunti ormai da qualche anno sotto l'ala protettrice della Relapse Records, è arrivato giustamente il momento per gli australiani Alchemist di dare il meritato risalto alla prima (e preponderante) parte della carriera dei nostri, precisamente quella relativa al periodo pre-Relapse (dal 1990 al 1998 per l'esattezza), con una raccolta davvero ricca di contenuti, per un totale di oltre due ore e mezza di musica.

Un ampio spaccato del pianeta Alchemist in cui si può ammirare tutta l'evoluzione e la maestria della formazione di Canberra nel creare partiture complesse e affascinanti, spaziando con disinvoltura attraverso correnti musicali differenti, miscelando death tecnico (la base estrema di tutto il sound degli Alchemist), venature progressive, psichedelia, divagazioni "pinkfloydiane", melodie orientaleggianti e tanto altro ancora. Insomma un genere tutt'altro che classificabile, a cui forse l'attribuzione di "avantgarde" potrebbe rientrare a pieno diritto.

In Embryonics vengono proposti alcuni dei brani più efficaci della discografia degli Alchemist, oltre a rarità estratte dai primi demo della band, materiale inedito, cover e registrazioni live, di cui spicca la conclusiva, bellissima, Chinese Whispers, probabilmente il brano capolavoro che racchiude meglio il credo musicale degli australiani, non a caso posta nella versione in studio anche all'inizio dell'opera. Elencare i pezzi migliori presenti in scaletta sarebbe praticamente un'impresa inutile, in quanto tutti i brani sono ugualmente interessanti e ricchi di spunti di riflessione, andando a esplorare universi musicale sempre nuovi, facendo correre la nostra immaginazione grazie a visioni spaziali e fantastiche, attraverso un'eleganza compositiva ammirevole e un'efficacia tecnica adeguata alle complesse trame dei brani. Non possono non essere citate però l'orientaleggiante Yoni Kunda estratta dall'album Lunasphere, i classici Dancing to Life e Staying Conscious (entrambe da Spiritech), o la violentissima e teatrale Soul Return, che nonostante un inizio dei più canonici (urlo e attacco in blast beat assassino) si rivela nei suoi otto minuti abbondanti una traccia strabiliante per complessità ed emotività.

Il tutto confezionato in modo esemplare, con un artwork molto curato (disegnato dal chitarrista Roy Torkington) e un libretto ricco di foto e note biografiche della band accanto ad ogni brano, utili per conoscere aneddoti e curiosità direttamente dai diretti interessati. Embryonics è dunque un'opera ottimamente realizzata, adatta a coloro che vogliono approcciarsi ad una band di sicuro valore, ma anche a chi voglia solamente ampliarne la conoscenza, dal momento che, in Embryonics, di materiale degno di attenzione ce n'è a bizzeffe. Una delle poche raccolte di cui valga seriamente la pena l'acquisto.



Disc 1
1. Chinese Whispers (sample)

2. Abstraction

3. Unfocused

4. Enhancing Enigma

5. Dancing to Life

6. Brumal

7. Lunation

8. Staying Conscious

9. Shell

10. Garden of Eroticism

11. Jar of Kingdom

12. Paisley Bieurr

13. Yoni Kunda (live)

14. Closed Chapter (live)
 

Disc 2
1. Eve of the War (Jeff Wayne cover)

2. Beyond Genesis

3. Yoni Kunda (sample)

4. Purple

5. Imagination Flower

6. Spiritechnology

7. Soul Return

8. Road to Ubar

9. Found

10. Clot

11. Worlds Within Worlds

12. My Animated Truth

13. Closed Chapter

14. Chinese Whispers (live)

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