The Cranberries
Roses

2012, Cooking Vinyl
Pop Rock

Rose appassite e morte decorano il sentiero che porta verso il futuro della band irlandese.
Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 15/02/12

Li avevamo lasciato oltre un decennio fa bolsi su “Wake Up And Smell The Coffee” e, se possibile, li ritroviamo oggi ancora più scoppiati su “Roses”. In questa lapidaria frase si condensa il comeback discografico degli irlandesi The Cranberries, band sulla cresta dell’onda a cavallo tra i ‘90s e gli anni duemila, un ritorno molto atteso soprattutto in Italia dove questo inciso, non a caso, esce quasi con quindici giorni d’anticipo sul resto d’Europa. Siamo, tuttavia, un minimo più circostanziali: i Cranberries avevano esordito con dischi di pregevole fattura pop rock, salvo quindi progressivamente abbandonare il vocabolo “rock” nella definizione della loro proposta musicale a partire da “Bury The Hatchet” (che poi, là non era l’ascia ad essere stata sepolta, ma il rock - per l’appunto) e, giustamente addormentati, hanno ben pensato di abbandonare le scene auto-augurandosi di risvegliarsi al profumo di un intenso, aromatico caffè. Caffè nero e forte che non è mai arrivato sotto la firma Cranberries, ma con la macchina espresso dell’esordio solista di Dolores O’Riordan, straordinaria vocalist da sempre impronta inconfondibile di una band che, senza la sua voce, probabilmente avrebbe raccolto la metà dei consensi ottenuti lungo il tortuoso sentiero della storia della musica. Si diceva, la meravigliosa perla nera che fu “Are You Listening?”, dove ti sembrava di sentire i Cranberries degli esordi, solo più gotici ed incazzati (se possibile), un entusiasmo subito frenato dal rosa confetto della bigiotteria di “No Baggage”. Si poteva quindi tornare a sperare in un rinvigorimento della musica della O’Riordan con il riformarsi del quartetto originale, ma…

La vita è un campo di rose / le rose semplicemente appassiscono e muoiono”, canta Dolores O’Riordan nella conclusiva titletrack dell’opera, e la morte pare essere giunta per davvero nell’ispirazione della band, che in questo “Roses” non fa altro che auto-digerirsi, non solo dimostrando di non saper abbandonare lo schema musicale, oramai più che sorpassato, che ha caratterizzato la loro fortuna nei ‘90s, ma anche quello della O’Riordan solista che – per dovere di giustizia musicale – a sua volta si rifaceva al modello sonoro della sua band d’origine. E questo serpente che si morde la coda si concretizza in un disco che, dopo una power ballad sporcata di sinfonismo posticcio (“Conduct”) ed un singolo insopportabilmente lezioso e francamente irritante (“Tomorrow”), già arrivato a “Fire&Soul” demanda fortemente di essere rinvigorito da una scarica rock che, neanche a farlo apposta, non è destinata a comparire in nessuna canzone che anima la tracklist dell’inciso.

E a nulla serve il mood jazzy di “Waiting In Walthamstow” o l’umoralità cangiante di una “Losing My Mind” e di una “Astral Projections”; “Roses” è un album fastidiosamente scontato, prevedibile e, per questo, terribilmente noioso, che restituisce solo un pallido miraggio di una band che fu, e che è invecchiata decisamente male. In questo, tuttavia, i The Cranberries sono in ottima compagnia, visto che nessuna di queste reunion posticce di band che infiammavano la MTV di 10-15 anni fa pare ben riuscita (si prendano, a titolo d’esempio, i Guano Apes o gli Skunk Anansie, e si tema per il futuro dei Garbage e dei No Doubt).

Ottimo per i fan che non aspettavano altro che di cavalcare l’onda della nostalgia per sentire un brivido forse dimenticato, “Roses” è un disco che chiunque altro si dimenticherà al termine del primo ascolto. Perché queste cose le ha già sentite, ed in forma decisamente migliore.

Ed ora scusate, ma per svegliarsi ci vuole proprio una bella tazza di caffè; in compagnia di “Are You Listening?”, direi. Sì.



01. Conduct       
02. Tomorrow       
03. Fire & Soul       
04. Raining In My Heart       
05. Losing My Mind       
06. Schizophrenic Playboys       
07. Waiting In Walthamstow       
08. Show Me       
09. Astral Projections       
10. So Good       
11. Roses    

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