Van Halen
A Different Kind Of Truth

2012, Interscope Records
Hard Rock

Van Halen: alive and kickin'!
Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 07/02/12

La notizia che i Van Halen avrebbero pubblicato un nuovo album si è abbattuta al suolo come un meteorite nel mondo della musica. Da quel momento l'attesa si è fatta spasmodica da parte di fan e critica e, immancabilmente, anche le polemiche non hanno tardato all'appuntamento con Sammy Hagar in prima linea che non ha perso occasione per lanciare frecciate, neanche poi così velate, a quella che fu anche la sua band. Le voci si rincorrono, si ascoltano i primi sample, escono il primo singolo e video annesso, iniziano i primi dibattiti: quando però tutto il circo mediatico smonta le tende, ciò che rimane è il tanto agognato dodicesimo studio album della formazione californiana, “A Different Kind Of Truth”, tredici canzoni che portano ancora una volta la prestigiosa e pesante firma della magica coppia Eddie Van Halen - David Lee Roth.

L'apripista “Tattoo” in realtà non era stato il modo migliore per presentarsi e, in generale, in molti si  aspettavano paradossalmente un gruppo giunto alla frutta, spento e senza idee. Se il primo singolo, un po' fiacco,  poteva effettivamente mettere in allarme, canzone dopo canzone i Van Halen fanno capire perentoriamente che sono ancora vivi e vegeti, che sono ancora una band, una grande band. A suon di riff, ritornelli, cori e assoli il quartetto americano spazza via i dubbi e dalla polvere emergono brani degni del glorioso passato nonostante i tempi d'oro siano un ricordo lontano. Dal 1984, anno in cui uscì l'ultimo lavoro dell'era Lee Roth (“1984” appunto), si registra il cambio di line-up che vede Wolfgang Van Halen, figlio di Eddie, sostituire lo storico bassista Michael Anthony, ora nel supergruppo Chickenfoot. Inoltre nella musica della band non ci sono più le tastiere a giocare un ruolo da coprotagonista, dato che l'epoca hair metal è passata da un pezzo, e addirittura la componente pop lascia sempre più spazio all'hard rock nudo e crudo. Prendono così forma brani straripanti, energici e coinvolgenti, con riff memorabili, assoli da capogiro e ritornelli in perfetto Van Halen style: difficile resistere alla carica travolgente di “China Town”, alla classe esibita da Eddie Van Halen in “As Is”, “Honeybabysweetiedoll” e “Big River”, all'esaltante e scanzonato hard rock di “The Trouble With Never” o allo scatenato rock n' roll di “Stay Frosty”.

Diamond Dave sempre sugli scudi e con la voce squillante quasi come ai bei vecchi tempi, Eddie Van Halen in forma smagliante, guitar hero strabiliante che associa tecnica sopraffina a gusto e raffinatezza fuori dal comune, Alex e Wolfgang Van Halen base solidissima su cui ricamare melodie e armonie ad effetto. Tutto questo sono i Van Halen del 2012, una formazione che continua ad essere avvolta da una magnetica aura divina e che fonde in un'eccezionale sintonia classe ed energia.

“A Different Kind Of Truth” è un buon album, convincente, ispirato e divertente; l'unico appunto che può essere fatto riguarda la mancanza, forse, di qualche vera e propria canzone “killer”, hit come furono a suo tempo “Jump” o “Panama”, che avrebbero consentito all'album di avere davvero una marcia in più. Tolto questo, il ritorno dei Van Halen è una bella sorpresa e testimonia come la band californiana abbia ancora qualcosa da dire, qualcosa da regalare ai milioni di fan che ha fatto innamorare con il suo stile unico e inconfondibile.



Speciale
Sei valide ragioni per partecipare al Copenhell

LiveReport
Sziget 2019: la 27esima rivoluzione dell'amore - Budapest 07/08/19

Intervista
Twilight Force: Alessandro Conti (Allyon)

Recensione
Equilibrium - Renegades

Recensione
Slipknot - We Are Not Your Kind

LiveReport
Metal for Emergency 2019: Anthrax, Destrage & more - Filago 04/08/19