Coldplay
Mylo Xyloto

2011, EMI
Pop Rock

Chris Martin e soci deludono le aspettative con un album tremendamente altalenante
Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 02/11/11

A undici anni dall'uscita del debut album "Parachutes" e a tre anni dal successo planetario di "Viva La Vida Or Death And All His Friends", tornano i Coldplay con la loro quinta fatica discografica dall'enigmatico titolo "Mylo Xyloto". Negli ultimi mesi l'attesa per questa release ha raggiunto livelli di pura frenesia, anche per via della campagna marketing iniziata in estate con l'uscita anticipata del primo singolo "Every Teardrop Is A Waterfall". Il cordone di sicurezza innalzato attorno a questo album per evitare eventuali leak su internet prima dell'uscita effettiva è stato stretto a dovere, tanto che Gwyneth Paltrow (moglie del frontman Chris Martin) si lamentò su Twitter (in modo alquanto ironico e divertente) del fatto che lei stessa non potesse ascoltare l'album del marito, poiché alla casa discografica si temevano passaggi impropri. Ma lasciamo da parte il gossip e parliamo dell'album... Come rivelato da Martin, "Mylo Xyloto" è un concept che racconta una love story con tanto di happy ending trapiantata in un mondo urbano distopico, popolato da gang di strada e strani personaggi. Alternando momenti narrativi a brevi stacchi acustici e riflessivi, l'album prende fin da subito la piega classica di questa tipologia di lavoro. Di fatto, staccandosi da Brian Eno che, a detta dei Nostri, è stato il maggior fautore della grandezza dell'album precedente, la band inglese ha optato per una svolta intimistica, riducendo notevolmente l'elemento rock in favore di un progetto complesso che purtroppo non è sempre all'altezza delle aspettative.

Di fatto, questo quinto album dei Coldplay è altalenante. Se i lavori precedenti erano compatti e mantenevano un livello costante tra una canzone e l'altra, "Mylo Xyloto" non regala le stesse sensazioni. Già a partire dalla doppietta iniziale, l'intro semisinfonica omonima e "Hurts Like Heaven", troviamo un esempio dell'altalena qualitativa che regna all'interno del CD. Se l'intro suona spaziosa ed ariosa, "Hurts Like Heaven" (simpatico gioco di parole sull'espressione idiomatica "hurts like hell") risulta banale, poco ispirata e fuori contesto, quasi come se fosse stata messa lì per far numero. C'entra poco con quello che precede e che seguirà, ovvero una coppia di canzoni assolutamente eccellenti: "Paradise" (già in rotazione radiofonica da qualche tempo) e "Charlie Brown", che, oltre ad essere uno dei brani più fedeli al Coldplay-style tra i quattordici in tracklist, possiede quel tocco di sperimentazione in più che lo contraddistingue. È orecchiabile, ma allo stesso tempo pieno di sfaccettature, quasi come un cristallo; il ritornello entra in testa e non ne esce più, mentre il contrasto tra la chitarra acustica e quella elettrica è dannatamente vivo ed enfatizzato a dovere dai tappeti di synth. Si torna invece a calare su "Us Against The World", pezzo acustico per chitarra e piano in cui la voce tende a coprire l'arrangiamento, impedendo così un ascolto globale. Questo è un altro degli episodi più coerenti con lo stile dei Coldplay, ma sembra più un ritorno ai tempi di "A Rush Of Blood To The Head", quando l'uso dell'orchestra e dei synth non era ancora una pratica comune per la band.

Giusto quaranta secondi di intermezzo strumentale come introduzione e "Every Teardrop Is A Waterfall" riporta "Mylo Xyloto" su vette più alte. Primo singolo estratto, il pezzo ha fatto da biglietto da visita all'album, facendo storcere il naso a molti per la netta somiglianza con i pezzi di "Viva La Vida", tanto da indurre a pensare che fosse uno scarto del suddetto disco riutilizzato per l'occasione. Con "Minus Major" ci viene invece offerto un assaggio di puro rock, un sound leggermente estraneo ai Coldplay, che tuttavia riescono a rimaneggiarlo creando qualcosa di particolare. Si tratta, in ogni caso, di un rock assai stemperato in cui emerge la sudditanza dei Nostri nei confronti degli U2 (elemento che grava non poco sulla riuscita dell'album). "U.F.O." è una via di mezzo tra l'intermezzo e la ballad, sulla falsariga della succitata "Us Against The World", nonostante l'effetto sia nettamente migliore. Innanzitutto la durata inferiore non spezza troppo il movimento delle due tracce precedenti; in secondo luogo, "U.F.O." funge da spartiacque tra tracce più convenzionali e "Princess Of China", che oltre ad essere il tanto discusso duetto con Rihanna, è anche un brano notevolmente sperimentale in cui dominano i filtri vocali e le percussioni elettroniche (i più attenti noteranno inoltre un campionamento delle prime note di "Takk" dei Sigur Rós). L'aspetto più particolare della traccia è che, pur essendo volutamente fuori contesto da un punto di vista strettamente musicale, si amalgama meglio rispetto a "Hurts Like Heaven" nel contesto generale, essendo una delle canzoni migliori dell'album, come dichiarato tempo fa dalla stessa band, e per questo volutamente messa sotto le luci dei riflettori. Purtroppo si prosegue con un altro scivolone intitolato "Up In Flames", ennesimo lento acustico con la batteria campionata. Il piano minimalista, unico punto di forza della traccia, viene sminuito da linee vocali piatte e monotone, al limite del lamentoso. Un altro ritorno al passato che però non colpisce il bersaglio, obbiettivo fortunatamente centrato da "Don't Let It Break Your Heart", una canzone ben bilanciata e dannatamente rock che movimenta un po' il finale tendenzialmente piatto di questo "Mylo Xyloto", con il suo sound a cavallo tra "Viva La Vida" e "X&Y".

A fronte di un'attesa così spasmodica in seguito all'enorme successo del predecessore, le aspettative si possono dire parzialmente deluse, essendo "Mylo Xyloto" un full length pieno di difetti, che alterna momenti di assoluto genio musicale a canzoni poco ispirate in cui il fantasma degli U2 presente nei primi lavori del quartetto londinese torna a manifestarsi. Non ci resta che sperare che questo non sia l'ultimo parto della formazione inglese, nonostante le dichiarazioni poco rassicuranti delle ultime settimane; lasciare i fan con un album di questo livello non sarebbe un'azione degna di una band del calibro dei Coldplay...



01. Mylo Xyloto
02. Hurts Like Heaven
03. Paradise
04. Charlie Brown
05. Us Against The World
06. M.M.I.X.
07. Every Tear Is A Waterfall
08. Minus Major
09. U.F.O.
10. Princess Of China (feat. Rihanna)
11. Up In Flames
12. A Hopeful Transmission
13. Don't Let It Break Your Heart
14. Up With The Birds

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