A Winged Victory For The Sullen
A Winged Victory For The Sullen

2011, Erased Tapes
Classica/Ambient

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 12/09/11

Un disco di collaborazioni eccellente questo “A Winged Vicotry For The Sullen”, celebrazione dell’amore artistico tra il fondatore dei Stars Of The Lid Adam Wiltzie ed il compositore di Los Angeles Duston O’Hallaran (tra le sue opere, la soundtrack del celebre “Marie Antoinette” di Sofia Coppola). Insieme, questi due musicisti di pregio hanno abbandonato i loro confortevoli spazi casalinghi in favore dell’aperta campagna dove, in compagnia di nove pianoforti dal particolare tocco soffuso e lieve, hanno elaborato un’opera che presenta tutti gli stilemi dell’opera classica, tuttavia asservita ad una semplicità compositiva di fondo, un effetto di pura dilatazione di tempi e ritmo che porta alla mente, come naturale risultato, una forma musicale finemente ambientale.

I pianoforti, c’è da dire, sono i veri protagonisti di molte delle composizioni, come sull’incipit de “We Played Some Open Chords and Rejoiced, For the Earth Had Circled the Sun Yet Another Year”, in cui l’orchestra accompagna il dramma pianistico quasi in punta di piedi, timorosa di venire troppo avanti e rubare la scena a note pronunciate con tono estremamente tranquillo e lieve, per non parlare del minuetto appositamente dedicato allo strumento su “Minuet For A Cheap Piano Number Two”. Meraviglioso, inoltre, come il violoncello di Hildur Guðnadóttir ed il violino di Peter Broderick, ospiti d’eccezione del disco, piegati alla determinazione ambient del lavoro, producano un affresco sonoro fortemente drammatico su “Requiem For The Static King Part One”, brano dedicato alla memoria di Mark Linkous, celebre voce degli Sparklehorse morto suicida l’anno scorso all’età di 47 anni.

Viene naturale pensare, a questo punto, che il problema principale dell’inciso sia quello congenito all’intenzione con cui esso è nato: pur lasciandosi ascoltare con estrema naturalezza grazie alla già citata semplicità di scrittura, “A Winged Victory For The Sullen” è un’opera che, di fondo, soffre di una scarsa dinamica; scordatevi, quindi, ogni seppur minimo sentore di crescendo post, qui la parola d’ordine è placidità e tranquillità, un concetto che si esprime alla perfezione su “A Symphony Pathetique”, brano di oltre dodici minuti di cui gli ultimi quattro occupati da un paio di note lunghe e trattenute, e nulla più.

Se queste premesse non vi spaventano, l’album rimane estremamente consigliato come opera neoclassica in grado di ispirare piacevoli perturbazioni emotive negli angoli apparentemente più quieti della musica. Tuttavia, se qualcuno dovesse giudicare eccessivamente semplicistico e noioso il lavoro, non potrei certamente porre il mio biasimo in alcun modo.



01. We Played Some Open Chords and Rejoiced, For the Earth Had Circled the Sun Yet Another Year
02. Requiem for the Static King Part One
03. Requiem for the Static King Part Two
04. Minuet for a Cheap Piano Number Two
05. Steep Hills of Vicodin Tears
06. A Symphony Pathetique
07. All Farewells Are Sudden

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