Mogwai
Les Revenants

2013, Matador Records
Post Rock

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 27/02/13

Scelta oltremodo felice quella dei produttori della francese Canal+ di affidare, per una delle serie mistery meglio riuscite che i cugini d’Oltralpe abbiano mai confezionato, i lavori sulla colonna sonora dell’opera in questione alla leggendaria band post-rock scozzese Mogwai.
 
Les Revenants”, difatti, è una serie che parla di persone che tornano dalla morte, ma lo fa con un tono diametralmente opposto rispetto agli zombie di "The Walking Dead che tanto vanno di moda oggigiorno. Il dramma umano è, esattamente come per la serie americana di Frank Daranbot, il protagonista principale di “Les Revenants”, solo che il tutto viene trattato in modo più strisciante, soffuso, placido e delicato. Tutti aggettivi che si sposano alla perfezione anche sulle note confezionate dai Mogwai per il serial francese, in particolare possiamo vedere in questo inciso – opera in cui è stato riversato quasi per intero l’EP di presentazione uscito nei mesi scorsi – uno scorrere quasi parallelo tra una prima parte maggiormente concentrata su momenti elettronici di matrice drum’n’bass a braccetto con xilofoni, pianoforti e tastiere, ed una seconda parte maggiormente post-rock con l’innesto della strumentazione elettrica e la nascita di una musica più aderente al modello mogwaiano (ascoltate la gemma “Special N”). Un lavoro ambivalente dunque, come a voler sottolineare attraverso due movimenti ben distinti, eppure in un qualche modo comuni, la musica che caratterizza i vivi, e quella dei revenants, i ritornati.
 
Purtroppo, se le note dei Mogwai suonano oltremodo perfette durante la visione della serie televisiva, in stand alone su disco le cose non scorrono propriamente lisce. Cominciamo col dire che il non aver partorito un tema principale immediatamente identificabile e famigliare è un peccato mortale e fatale, visto che ogni serie di successo – specie quelle di carattere misterioso/sovrannaturale – degna di tal nome deve porre, come biglietto da visita, un tema che faccia immediatamente capire che siamo precipitati nell’universo parallelo della fiction (pensate alle sigle di apertura di "Twin Peaks", "X-Files", "Game Of Thrones", "Six Feet Under"). Quindi, la sensazione imperante – invisibile durante l’ascolto in associazione alla visione del telefilm, ma lampante col solo disco tra le orecchie – è che i Mogwai abbiano concepito questa colonna sonora come fosse un ulteriore capitolo della loro discografia, ignorando un’altra regola basilare in sede di composizione di colonne sonore, ovvero l’instillare un carattere comune ai diversi brani di accompagnamento, facendo sì che l’opera risulti in un qualche modo compatta ed in grado di rivitalizzare periodicamente l’attenzione dell’ascoltatore. Qui, invece, tutto è troppo impalpabile, e a tratti stucchevole, soprattutto nella prima parte più elettronica e contemplativa.
 
Alla fine dei conti, ci si trova comunque di fronte ad un lavoro apprezzabile, certamente fondamentale per i fan sia dei Mogwai che del telefilm francese. Tuttavia, nessun altro potrà mai desiderare di possedere questo disco in collezione, e passerà con estrema facilità ad annuire il capo con accondiscendenza di fronte allo sforzo, salvo poi passare assai velocemente ad altro. 




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