Falconer
Armod

2011, Metal Blade Records
Power Metal

Recensione di Fabio Petrella - Pubblicata in data: 11/06/11

Bene o male chi si interessa di musica estrema, direttamente o indirettamente, conosce i Mithotyn. Nei tempi in cui il folk d’acciaio (leggi viking) era una impenetrabile testimonianza di fede e non un anestetico a doppio malto per cronici avventori d’osteria come oggi, i Mithotyn hanno fatto scuola. La compagine svedese capitanata da Stefan Weinerhall, in disparte e solitaria come un santo eremita, nel corso degli anni novanta (epoca felicemente gravida per il metallo) ha partorito tre dischi dal valore inestimabile che non sto qui a raccontarvi perché già sapete. Come i grandi della storia, i nordici cantori hanno saputo trarre il meglio dal loro destino e, saggezza o furbizia non ci è dato sapere, hanno avuto il coraggio e l’accortezza di lasciare da vincenti. Dopo lo split avvenuto alle soglie del nuovo millennio, dalle ceneri della band sono sorti i Falconer che pescando dallo stesso bacino etnico e culturale, quello della madre patria Svezia, hanno saputo ritagliarsi un prestigioso posto a sedere al banchetto degli dèi borchiati. Tra alti e bassi la formazione di Mjölby, certificando un prodotto di origine protetta, è stata presente in tutta la decade da poco conclusasi e con “Armod” taglia la ceralacca del settimo sigillo.

 

I Falconer da sempre si differenziano per la sobrietà e lo stile delle composizioni ed il loro stampo è riconoscibile tra migliaia; un ago fregiato dagli svedesi è facile da riconoscere anche in un pagliaio. Il power heavy dalle tinte medievaleggianti è materia irresistibile per tutta la casta dei sognatori: i brani (le liriche in svedese non inceppano la struttura) scorrono con una facilità melodica disarmante e la voce da cantastorie navigato di Mathias Blad, strepitoso nella teatralità dell’interpretazione, ci proietta alle corti fastose del più classico Medioevo mitizzato, tra muri di cinta imponenti, torrioni minacciosi sorvegliati da arcieri muniti di dardi infuocati, ponti levatoi e armature cigolanti, battaglie epiche e cortigiane da favola.

 

“Armod” è un disco intrecciato da eleganti filamenti di organza che rende omaggio alle buone maniere ma al tempo stesso incide come il martello del più torvo dei fabbri sul ferro rovente. Moderni Chrétien de Troyes, i Falconer confezionano una caratteristica antologia cavalleresca che richiama per lo spiccato gusto “antico” i componimenti della poesia epica e le chanson de geste della lingua romanza. Un album gentile e di assoluto trasporto.





01. Svarta Änkan

02. Dimmornas Drottning

03. Griftefrid

04. O, Tysta Ensamhet

05. Vid Rosornas Grav

06. Grimborg

07. Herr Peder Och Hans Syster

08. Eklundapolskan

09. Grimasch Om Morgonen

10. Fru Silfver

11. Gammal Fäbodpsalm

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