Goad
Masquerade

2011, Black Widow Records
Prog Rock

Recensione di Marco Somma - Pubblicata in data: 22/04/11

Quella dei Goad è da sempre una proposta non delle più facili. Colti e ricercati, ma anche seducenti e come sempre capaci di sorprendere, i Goad tornano dopo alcuni anni di gestazione a scuotere gli animi dei loro sostenitori con un'opera sinistra ed ammaliante.

Analizzare il lavoro di una big band come quella fiorentina non è mai un lavoro facile, neppure quando il frutto di tante fatica è un disco semplice e diretto, due cose che questo “Masquerade” proprio non è! Le radice della musica che si riversa dalle casse del mio stereo quando faccio partire il cd, mi riporta al progressive più seminale ma al contempo più complesso e pregno di ispirazione, di intenti e contenuti. Mentre i primi brani, “Fever Called Living”, “Eldorado” e “Last Knowledge”, si susseguono lisci come l’olio, mi vengono alla mente nomi come King Crimson, Genesis e Jethro Tull. Le atmosfere sono spaventose e al contempo rassicuranti. Avvolgenti come solo musicisti di questo livello sanno creare. Parrebbe di vivere un viaggio nello spazio profondo, dove tutto è freddo, buio e vuoto… salvo che per un tappeto di stelle, luci antichissime e lontane, la cui origine è già scomparsa da tempo immemore.

“The Judge” e “Valley Of Unrest” hanno la proprietà straordinaria di alienare definitivamente l’ascoltatore e portarlo lontano dal suo mondo materiale fino a trascinarlo in una dimensione mutevole ed incerta. Se la prima richiama certi “Van Der Graaf Generator”, la seconda da libero spazio agli strumenti più atipici per il genere, che i Goad sanno però coinvolgere nel discorso intrapreso con una naturalezza straordinaria. Flauti, violini, strumenti etnici… in “Masquerade” parrebbe di sentire quasi qualsiasi strumento possa venirvi in mente. Il consiglio spassionato è di lasciar girare il disco almeno una volta dall’inizio alla fine senza badare al libretto, per carpirne ogni inflessione ed immagine senza alcun preconcette. L’incipit di “To Helen” si direbbe inciso nei primi settanta, magari vicino al mulino di una famosa copertina dei Black Sabbath, salvo poi cambiare radicalmente di tono e passare dall’ipnotico allo psicotico.

Come in un viaggio in aereo che sorvola luoghi di interesse, facciamo una piccola presentazione dei Goad per chi non dovesse conoscerli. La band fiorentina viene formata nei lontani anni settanta e nell’arco dei trent’anni successivi sperimenta ogni genere di esperienza in campo musicale, dalla hit di successo all’opera teatrale, lasciando fuori (forse) solo la colonna sonora di un film. C’è tanto di quel vissuto che trasuda dalle note di questo disco che si fatica quasi a seguirne tutti i percorsi. Non che si avverta vera e propria fatica nell’ascolto, al contrario. Tutto fila via liscio e indisturbato, solo talvolta si ha l’impressione di perdersi qualcosa di un viaggio forse fin troppo vario e praticamente privo di tappe atte al solo riposo per la mente e lo spirito. Forse però è proprio in questo che si trova cuore di un opera come quella dei Goad. Forse proprio in questo “Masquerade” si colloca perfettamente tra i perfetti esempi del genere. Una musica pensata per l’accrescimento dell’anima, sviluppata partendo dal presupposto che l’anima non necessiti riposo ma solo un continuo stimolo, il più vario, imprevedibile, intenso e profondo possibile. Lo stesso vale per la mente che come la sua controparte nel grande gioco d’equilibrio della creazione, non necessita vero e proprio riposo ed aborrisce la staticità e il vuoto. Entrambi i contendenti, passione e ragione, necessitano solo di rigenerazione e mai e poi mai di stasi.

Masquerade assurge quindi al titolo di piccolo capolavoro del genere. Perfetto ricostituente per la materia di cui è fatto l’uomo, purché questi accetti di imbarcarsi in un’avventura che non darà quartiere al pensiero, né tregua alle emozioni.



01. Fever Called Living

02. Eldorado Pt. I

03. Eldorado Pt. II (Heavy Run)

04. Last Knowledge Pt. I

05. Last Knowledge Pt. II

06. The Judge

07. Valley Of Unrest

08. To Helen Pt. I

09. To Helen Pt. II

10. Alone

11. Masquerade (Fast & Short)

12. Intro (classic guitar prelude)

13. Slave Of The Holy Mountain

14. Dreamland

15. The Haunted Palace Masquerade (With Dance Macabre)

16. Part I (The Dream)

17. Part II (Incubus)

18. Part III (Disturbance)

19. Part IV (Sunrise)

20. Part V (Finale)

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