Living Dead Lights
Living Dead Lights [EP]

2011, GB Sound
Punk Rock

Recensione di Marco Somma - Pubblicata in data: 20/04/11

Girando per la rete capita di incappare in nomi che sembrano rimbalzare, come una pallina da ping pong impazzita, tra le pagine facebook di metà degli adolescenti del mondo. Questo quanto meno è quello che succede se provate a cercare informazioni sui futuri idoli del punk-rock Living Dead Lights.

Forse è un po’ presto per dire se nel futuro del quartetto ci sia davvero tutto il successo che la loro popolarità nel web sembrerebbe presagire. Di sicuro però c’è che il gradimento sembra alto e bisogna dire che i ragazzi ci si mettono con tutto l’impegno possibile per conquistare proseliti. La band si presenta come un parto dei bassifondi americani, un nuovo sogno americano composto da un gruppo di disadattati (almeno nel look), decisi ad emergere lottando con le unghie e con i denti. Il tutto sembra voler riportare ai tempi dei Guns ‘N’ Roses pre Appetite, dei gruppi glam più sregolati e selvaggi che vivevano sulla strada all’inizio degli anni ottanta e finivano con il vendere “fantastiglioni” di copie e riempire gli stadi. Quanto c’è però di genuino in tutto questo? Insomma chi sono davvero i Living Dead Lights?

Messa su un piano privato e personale la questione è destinata a rimanere irrisolta, d’altro canto di chi siano davvero i quattro nel privato, che scuole abbiano frequentato o che facciano i genitori per vivere poco ci importa. Lo stesso vale per il look che pesca un po’ da Guns, un po’ da Motley Crue e un po’ dai Murderdolls. Quello che vogliamo è proprio analizzare la proposta della band spogliata da tutti gli accessori più o meno originali. L’Ep mette insieme sei pezzi, contando la bonus track, tutti piuttosto duri e tirati che spaziano dal glam più recente, al punk-rock. Messo da parte il belletto appare evidente che dei richiami anni ’80 rimane davvero molto poco. “Live & Die” e “What Do You Do?” suonano, nel bene e nel male, come mai avrebbero potuto suonare venti o trenta anni fa. Se poi per “To All The Youth” a far la differenza coi tempi andati è principalmente solo la produzione, nei primi due pezzi emergono prepotenti le contaminazioni pop che ormai vanno per la maggiore oltre oceano. Se proprio doveste cercare riferimenti per i Living Dead Lights non cercateli quindi nell’hard-rock d’antologia, quanto più nelle varie stelline in ascesa alla Avril Lavigne, il tutto condito con una discreta dose di ormoni maschili. Discreta, badate bene, niente di esagerato.

Tutto da buttare quindi? No, assolutamente no, i numeri per dare forma ad una buona dose di rock d’intrattenimento ci sono tutti. L’unico vero limite dell’Ep è determinato solo dalla sua natura fin troppo teen-oriented che ne è però anche la carta vincente. Nell’omonimo Ep dei Living Dead Lights non c’è spazio per le ballad, e di questo siamo tutti un po’ grati, ma non c’è spazio neppure per qualche rischio calcolato. Tutto è perfettamente pesato, misurato e arrangiato. La produzione eccellente finisce poi di confezionare il regalo perfetto per il vostro nipotino adolescente o per la vostra fidanzata, tutto dipende da quanti anni avete!

N.B.: Capita che il primo Ep di questi giovani ribelli abbia potuto godere dell’intervento di un tecnico del suono come Eddy Schreyer (A Perfect Circle, System Of A Down, Offspring, …), sia stato registrato da Bradley Cook (Tool, Queens Of The Stone Age, Foo Fighters, …) ed infine mixato da Fred Archambault (Deftones, Avenged Sevenfold, …). Davvero una fortuna per un gruppo venuto su dalla strada…



01. Live & Die
02. What Do You Do?
03. To All The Youth
04. Monday's Devil Tuesday's Divine
05. Mother Mary
06. Johnny (Bonus Track)

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