The Very End
Mercy And Misery

2011, SPV
Thrash

Recensione di Federico Botti - Pubblicata in data: 23/01/11

Mercy & Misery” segna il ritorno in questo 2011 dei teutonici The Very End. Sono passati due anni circa dal loro debutto “Vs. Life” ma la formula dei Nostri è rimasta la stessa, se non si è addirittura leggermente irrobustita. Abbiamo sempre tra le mani una quadrata band thrash metal, genere però reso più attuale (e, per certi versi, accattivante) da spruzzate di quel metalcore che tanto va di moda da un po’ di tempo a questa parte. La componente fondamentale nel suono di questi ragazzi è però il thrash, e ciò si percepisce in ognuna delle tredici tracce che compongono questo album.

Tutte quante hanno nel loro DNA un groove potente e un’orecchiabilità di fondo che esplode nei ritornelli, ma lo scheletro è fatto da una sezione ritmica varia e roboante, che assieme alle chitarre fa di ogni brano una potenziale hit. Per questo motivo scegliere una canzone piuttosto che un’altra diviene cosa difficile: intendiamoci non siamo assolutamente di fronte a un capolavoro, sebbene l’album abbia un livello medio più che buono. “Mercy & Misery” è privo di picchi di qualunque tipo, non presenta sfondoni musicali inascoltabili ma neppure momenti memorabili: si fa ascoltare e diverte per tutti i suoi quasi 45 minuti, ma non possiede la verve e il carattere per impossessarsi a lungo degli ascoltatori. Anche se, va riconosciuto ai Nostri, chorus come ad esempio quelli di “Ball And Chain” o ritmiche come quelle in “Dead Is The New Alive” sono veramente ben congegnate e suonate, ma rispecchiano un po’ quella che è la linea generale portata avanti in tutto il platter. Tra i brani inseriti ci sono poi due cover, “Immigrant Song” (che, per come la vivo io, risulterebbe trascinante anche se fosse suonata da un bimbo di tre anni con uno xilofono) e “Maniac”, la famosa traccia usata come main theme di “Flashdance” (quest’ultima non bellissima, a dir la verità, ma che rientra perfettamente nell’animo un po’ "cazzone" dei Nostri).

I The Very End ci consegnano un lavoro gradevole, totalmente privo di sorprese ma piuttosto appagante sulla breve distanza. Non sperate di trovare chissà cosa nell’ascolto di “Mercy & Misery”: se vi ci avvicinerete senza pretese (se non quella di avere tra le mani il disco di una buona thrash mtal band) sicuramente saprà farvi divertire e farvi muovere un po’ il capoccione.




01. Memento 
02. Ball And Chain   
03. The Leper 
04. Rat Nation 
05. Dead Is The New Alive 
06. Letters To The Living 
07. A Hole In The Sun 
08. For All Things Undone 
09. Vultures 
10. Immigrant Song 
11. Three Zero Nine 
12. Blacklisted 
13. Maniac

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